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Sui Papiri magici Greci

Succede così… Qualcuno ci chiede un’informazione, vai a frugare in archivio… Trovi l’informazione e ti incanti a vedere quello che avevi scritto. E ti ripassa davanti anche quel pezzo in particolare, quello che ogni mese aveva le sei / sette visualizzazioni canoniche…. Sai che si fa? Si ripubblica. Un attimino ricorretto e rivisto… Ma si ripubblica. Però non si è mica convinti dai… Allora interviene sempre qualcuno mandato appositamente per incitarti e farti rimediare alla cazzata di averlo tolto. Un grazie ad Ahsife Oscura dunque, per avermi spinto a ripubblicare questo pezzo ♥ SUI PAPIRI MAGICI GRECI – Sovente le LEGGI TUTTO

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La Scuola di Satana

Si può pensare che esista una scuola satanica? Anzi una Scuola di Satana? Si può pensare si! E da oggi si può persino penetrare parte del magistero spirituale che questa insegna. Partiamo dall’inizio però. Fino a qualche tempo fa io stesso ritenevo un ossimoro l’accostamento delle due parole Scuola e Satanico/a. Per mia fortuna qualcuno si muoveva in direzione contraria alle mie convinzioni licenziando alle stampe, pochi mesi fa, un piccolo grande Scrigno di Sapere che di questo ossimoro batteva orgogliosamente bandiera. Sto parlando di Ahsife Oscura, giovane e promettente figura del Satanismo italiano, fondatrice del blog Satanisti, la Nostra LEGGI TUTTO

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Iside ri-velata

“Perché Io sono la prima e l’ultima./Io sono l’onorata e la disprezzata./Io sono la prostituta e la santa./Io sono la sposa e la vergine./Io sono la madre e la figlia.” Gira da tempo su internet questo Inno ad Iside, famosissimo quanto bello il cui titolo originale è però Tuono Mente (o Intelletto) Perfetta. Ma ora, mi informava un contatto FB l’ultimo sito web che ne riportava il testo è chiuso (da qui il titolo, metaforicamente Iside è stata velata nuovamente)… Credo di fare cosa gradita a molti ripubblicandolo in versione integrale. Il testo proviene dalla biblioteca gnostica di Nag Hammâdi LEGGI TUTTO

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San Galgano e Montesiepi

La mia storia di amore-odio col faccione librone si arricchisce di un nuovo emozionante capitolo: un mio smanettamento spericolato al limite dell’hackeraggio ha avuto in sorte di cancellare ogni contenuto da me postato o condiviso dal giorno dell’iscrizione… Lo ammetto è stata colpa mia. Ma mi sarei anche rotto i coglioni di ricaricare sempre la stessa roba, vuoi per i ban, vuoi per le cazzate dei plugin di chrome ecc. Almeno le foto di San Galgano e della Rotonda di Montesiepi le voglio rimettere on line. Ma col cazzo che le rimetto sul faccione… Si parte con l’abbazia cistercense di LEGGI TUTTO

Camposanto Monumentale di Pisa

In nove gradi angelica natura

Gita in quel di Pisa per rivedere gli affreschi del Camposanto Monumentale (e consiglio a tutti di vederli). Il ricollocamento nelle posizioni originali rende il ciclo pittorico ancora più suggestivo. Di seguito le foto dell’Inferno e della Cosmografia di Piero di Puccio. Si noti che gli affreschi erano accompagnati da scritte in volgare oggi in parte perse. Per esempio quella posta in prossimità dell’Inferno diceva: O peccator che in questa vita stai, / involto se’ nelle mondane cure, / pon mente fiso ad queste aspre figure, / che in questo obscuro inferno traggien guai. / Chosì com’elle son, così sarai, LEGGI TUTTO

Copertina

La Discesa d’Ishtar all’Inferno

Una delle prime traduzioni italiane del poema della Discesa agli Inferi di Ištar (ma il nostro testo trascrive Ishtar) fu quella del cagliaritano Luigi Volpe Rinonapoli. Leggendola oggi viene da sorridere per i molti strafalcioni che all’epoca caratterizzavano l’assiriologia. Uno in particolare, forse in un qualche modo legato alla querelle della Babel und Bibel, voleva che la traduzione del nome di Ea (Enki) fosse Ja (YHWH)… Persino il nome Ereškigal a quei tempi era ancora tradotto con Allat (dea), che era il nome assiro della dea degli Inferi, e che oggi non viene più adoperato preferendo gli assiriologi l’uso certamente LEGGI TUTTO

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Li sohaiz desvez

O il folle sogno, come si tradurrebbe. O… la fiera dei cazzi. Si, proprio così. Si pensa spesso al medioevo come un periodo cupo, buio, infarcito degli exempla di santi, teologi e martiri. Mai una licenza, mai una storia boccaccesca, sempre e solo trionfi del macabro o, se va bene, bianchi paladini della fede alla ricerca del Graal o poeti che pitturano affreschi monumentali in onore Dama Sapienza o delle varie dame-virtù. A leggere certi libri viene da chiedersi come abbiamo fatto ad arrivare fino ad oggi… Tra la mortalità infantile, le epidemie, le carestie, le guerre e soprattutto col LEGGI TUTTO

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Mammone, serpato e lionato. Il folclore del gatto.

Oggi siamo tutti anglofoni. Conosciamo Jack lanterna, conosciamo la banshee irlandese, gli gnomi (pur se sono norvegesi), evochiamo Bloody Mary e chissà quant’altro. Ma abbiamo dimenticato il nostro folclore. Milioni di spiriti, folletti, linchetti, luttini, dame bianche, bubbole, melusine e chi più ne ha più ne metta. E che dire delle nostre fate? Hanno forse perso il loro smalto da che sono arrivate anche qui le graziose fairies celtiche? Va già bene al gatto, il più mirabolante paraculo tra i famigli delle streghe, protagonista di fiabe, racconti e burle, di volta in volta amico, aiutante fatato, maramaldo, furbaccio, truffaldino; spesso LEGGI TUTTO

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Piccola antologia di incantesimi

“Qui non se canta al modo del poeta, che finge, imaginando cose vane” e quando si scrive si deve essere corretti e rigorosi. A maggior ragione se si divulga qualcosa servendosi di lavori altrui (io l’etica ce l’ho…). Per questo motivo avevo fermato la circolazione della rivista telematica proposta mesi fa. Tra il libro, il blog, i testi da tradurre, le mille cose da fare… Confesso che era un dramma rientrare nei tempi. Inoltre la periodicità della rivista rendeva vano il disclaimer del blog che parla di nessuna periodicità di aggiornamento.  Alcune persone si sono rammaricate di questa scelta. Ho LEGGI TUTTO

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Il patto scellerato.

E quanto abbiamo riso quando il buon monaco Zenone invita Brancaleone e la sua armata a seguitarli allo Santo, lo Santissimo Sepolcro promettendo loro che se così sarà verranno liberati dal morbo della peste. Il giudeo Abacuc, l’indimenticabile Carlo Pisacane, però non ci sta e richiama i compagni dicendo “Prudenzia, dimandiamo prima una garenzia scritta per la guarigione“. Perché nessuno ci ha mai pensato ma di fatto il contratto, il patto, con una divinità non è mica così tanto diabolico come hanno voluto farci credere! Si dice spesso che il più antico exempla sul tema del patto sia il Miracolo LEGGI TUTTO