Fantasmi di casa mia…

In questi ultimi tempi mi sto interessando di storie di fantasmi. C’è un motivo ben preciso che ha a che fare col mio prossimo (molto prossimo) libro, che per inciso non ha niente a che fare coi fantasmi. Le spiegazioni a tempo debito.
Ne ho raccolte parecchie sulla mia zona e ho pensato che poteva essere simpatico condividere le più importanti o quelle più singolari. Certo molte non saranno nemmeno vere, come molte delle paure, di cui parlo più sotto, ma nella loro genuina semplicità “mappano” quasi l’intero territorio del mio Comune di residenza, che si mostra ben nutrito di eventi se non paranormali almeno singolari. Qualcuno mi aveva persino proposto di trarne un libro… Mah, vedremo. Intanto godevi questi Tuscan Tales impregnati di mistero…
Prima una precisazione: i posti di cui parlerò sono tutti esistenti e le storie che li riguardano sono diffuse nel mio Comune e, infine, molti testimoni sono viventi. Perciò eviterò, per rispetto di tanti, di fornire indicazioni precise sull’ubicazione dei singoli luoghi menzionati nell’articolo.
Si parte con un ex convento. Quelli non mancano mai… Questo è il fiore all’occhiello del ridente paese in cui vivo. Le apparizioni, peraltro alcune non molto addietro nel tempo (circa 10 anni fa), non si contano. Sovente simili tra loro queste raccontano di diverse entità tra cui spiccherebbero una figura incappucciata altissima, detta fratone (grande frate) e una intera processione che passerebbe attraverso un campo – manco a dirlo – di grano. Il corteo non viene propriamente visto, o almeno così dicono i testimoni, ma piuttosto “avvertito” tramite una cantilena (in latino, giurano i testimoni), che si leva tra il grano. Alcuni tuttavia giurano di aver visto anche le luci delle candele dei frati. Nelle case adiacenti, si dice, sono sentiti suonare tamburi, si avvertono passi per le stanze e il più classico repentino abbassarsi delle temperature.
Non ho mai verificato personalmente la cosa quindi non so se questi racconti siano veri; ma ricordo che il vecchio sacerdote del paese ogni anno si recava in questa struttura per benedirla…
A proposito di sacerdote… Si vociferava che avesse addirittura libri magici. Cosa falsissima in quanto era una persona estremante pia e devota. Ma la fantasia dei paesani aveva “trovato” anche un luogo dove questi erano custoditi. Si tratta di una chiesa oggi in restauro sita in una frazione del paese. Logicamente non c’è mai stato nessun libro magico. C’era invece una stanza murata… Recentemente un amico mi ha invitato ad osservare come sul muro che impedisce l’accesso alla stanza vi sia un crocefisso capovolto. Non so spiegarne il motivo, ma lui (e non solo lui) giura che da quella stanza siano uscite presenze non proprio gradevoli… Per questo, dice, è stata murata. Chissà se il restauro ce la renderà? E chissà se ci renderà anche le diaboliche presenze.
Una stanza aperta a tutti invece è quella di un palazzo nobiliare nel quale sono conservati degli affreschi. La storia qui è piuttosto recente e personalmente ho conosciuto, e interrogato, anche uno dei coinvolti. Lui ed altri, nel primo dopoguerra, dovevano passare la notte in questa stanza per vegliare le urne elettorali. Il signore da me intervistato parlò di poltergeist: fogli che si muovevano, oggetti che si spostavano, sibili… Non fu molto chiaro in verità, lo ammetto. Fatto sta che (questo però lui non volle ammetterlo) il giorno dopo ne lui ne quelli che erano con lui vollero rimettere piede nella stanza maledetta, con buona pace delle urne, dei possibili brogli elettorali e della nascente Repubblica. Si dovette pertanto provvedere a sostituirli. L’entità, chiunque sia, si è ripresentata poi circa 35 anni dopo, negli anni 80. Una porzione di questo palazzo è adibita ad appartamenti. Alcuni degli affittuari raccontavano dell’apparire nella notte di una vecchia alta, vestita di un mantello con cappuccio, che si aggirava per le stanza del palazzo. Ancora (circa) 35 anni dopo l’entità si è nuovamente manifestata e questa volta il testimone è impeccabile!
Per due storie così ricche di dettagli e testimoni ve ne sono un oceano di altre, sovente storie piccole e nebulose, racconti di una sera al bar, di fronte forse a troppo buon vino toscano. Non si contano infatti gli angoli di questo luogo dove si vedevano quelle che i contadini chiamavano “le paure”: le paure sono, in sostanza, presenze non definite. Si manifestano con colpi, canti, voci, luci, fugaci apparizioni di uomini o animali… I luoghi dove solitamente appaiono sono i campi di grano (rigorosamente vicini al cimitero…) infestati da “Dame Bianche”, canneti, boschi, crocicchi, casolari e addirittura due spettri davvero singolari, un toro (avvistato negli anni 40 e responsabile, secondo le storie, della morte di un malcapitato che gli avrebbe sparato) e un maiale… Molte di queste storie tuttavia sono racconti inventati ad hoc dai cercatori di tartufi per mantenere segreti i posti dove si recavano a disotterrare i pregiati tuberi.
Ho parlato di cimitero prima. In una frazione del Comune, nel cimitero, pare si aggiri una donna con un abito nero e logoro recante una canna in mano. L’entità non sembra nemmeno accorgersi dei presenti e tira dritta per la sua strada. Non sono molti gli avvistamenti di questo ente, chiunque sia. Ma una delle persone che giura di averlo visto mi raccontò, anni fa, che poco lontano da quel cimitero si diceva che passasse una “processione dei morti”, elemento notissimo del folclore europeo risalente almeno alla leggenda di Hellquinn.
Tra i tanti casi di apparizioni, poi, se ne conta una che serba memoria di un evento tragico. Nel dopoguerra, il giorno del corpus domini, una ragazza residente in una frazione, oggi un borgo fantasma molto suggestivo, venne barbaramente uccisa. L’assassino non è mai stato trovato. Fu inizialmente accusato il fidanzato che, secondo molti, era geloso della bella ragazza. Ma l’accusa alla fine non resse di fronte agli elementi a favore del giovane e questi venne scagionato. Personalmente sono passato spesso di notte accanto al luogo del delitto ma non ho mai avvertito niente. Credo che la fantasia popolare abbia voluto “creare la presenza” del fantasma della bella ragazza come si crea una leggenda romantica: a seguito della sua amara fine non restò, a quanti l’avevano conosciuta, che immaginarla vagare angosciata per l’incapacità dei viventi di assicurare il suo carnefice alla giustizia.
Una menzione a parte merita un grande palazzo della zona che si dice sia infestato. Non dista molto da casa mia e posso dire di averci sentito personalmente rumori più e più notti. Ma mai mi era successo come quella sera in cui, da bambino di ritorno da una passeggiata con alcuni amici di famiglia e coi miei genitori, nel palazzo si scatenò l’inferno. Mobili spostati, vetri infranti, pesantissimi colpi, bicchieri e posate che cadevano a terra. I rumori erano inequivocabili. E venivano da li! Il palazzo è libero su quattro lati… Non si poteva sbagliare, i rumori venivano da li. Eravamo circa 25/30 persone (!) e tutti possono raccontare la stessa cosa. Preoccupati per la presenza di ladri o di qualche gatto rimasto chiuso all’interno andammo a cercare il custode. Che sfortunatamente non c’era quella sera. Riuscimmo a reperirlo il giorno seguente… Girò tutto il palazzo in lungo e in largo ma ogni cosa era al suo posto. I rumori però venivano proprio dalla sala che si affaccia sulla strada, e la presenza di una finestra ce lo aveva confermato. Non sapemmo mai che cosa era successo… Decidemmo però di giocare i numeri al lotto in memoria di questo strano episodio. Tra i numeri, ovviamente, c’era l’immancabile 90, la paura. E puntuale la paura ci portò una modesta vincita, poco più di 100.000 lire che furono usate per fare una piccola festa nel rione (con tanto di spumante avanzato gettato sul muro della casa in ringraziamento agli spiriti).
Il territorio in cui vivo offrirebbe ancora un oceano di materiali, tante storie, tante presenze, tante stranezze… Si potrebbe raccontare della casa della strega dove effettivamente abitò, nel 1600, una donna processata dall’inquisizione, questa casa 400 anni dopo (!) aveva mantenuto la fama di “casa della strega”. E si potrebbe perfino fare cenno alla vicenda di una villa molto particolare… Non sono mai riuscito a capire dove fosse, non sono mai riuscito a capire di chi fosse. Niente. Nessuno ha mai saputo dirmi niente di questa villa. E pensare che la fonte principale ce la avevo in casa… Mia nonna mi raccontava spesso che in una villa a circa 18 km dal luogo dove abito si tenevano i Balli Angelici. Lo diceva con timore, quasi spaventata. Che cosa sono i Balli Angelici? I balli erano, presumibilmente, ritrovi di persone dedite alla magia o all’occulto in generale. Erano “balli” e pertanto dichiaratamente di natura scandalosa, sensuale… Per di più i partecipanti si presentavano in abito angelico, vale a dire nudi. In sostanza delle orge ma non sono mai riuscito a comprendere “quanto e come” queste orge fossero demoniache. Quanto somigliassero al sabba delle streghe. E mia nonna, fervente cattolica, si è sempre rifiutata categoricamente di dare informazioni in merito.
Questo piccolo excursus è solo una parte del materiale che ho reperito, sinceramente non so che valore dargli oltre la mia esperienza personale e gli elementi che torneranno utili per la mia ricerca, che come già detto c’entra poco o nulla. Ma mi sono divertito a raccontare la memoria occulta del luogo in cui vivo. Chissà che prima o poi non se ne tragga davvero un qualcosa di più organico. Per ora va bene così 🙂

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