Dal cilindro dei miei archivi continuano ad uscire incompiuti. E io continuo a dargli una sistemata e pubblicarli. Giorni fa ho pubblicato il testo di un grimoire coi segreti d’amore la cui traduzione era stata curata da Eugenio Battisti. Un libro di Magia. Non proprio. Direi più un formulario delle streghe, un grimoire appunto. Il libro di Magia medievale de facto è un’altra cosa. Nella maggior parte dei casi è un trattato di corrispondenze principalmente astrologiche e astronomiche.  A queste, sovente, seguono le corrispondenze tra cielo e terra: incensi planetari, pietre, giorni favorevoli o meno favorevoli, metalli, piante… In buona sostanza un prontuario universale (un po’ nello stile dell’enciclopedismo del resto) a disposizione del Magus per esercitare in ogni momento “quella” parte del suo potere che il Cosmo consente di esercitare in un dato momento (ad esempio durante una congiunzione, un’eclissi ecc.) Ovviamente proprio questo tipo di testi abbondano dei glifi, diagrammi, nomi barbari, sigilli e delle evocazioni tanto care al concetto di Magia Cerimoniale. Per rendere l’idea di cosa era davvero un testo di magia operativa del medioevo occidentale pubblico un capitolo degli scritti magico astrologici di Alfonso X di Castiglia detto il Saggio (Toledo, 23 novembre 1221 – Siviglia, 4 aprile 1284), il Libro di Marte, uscito in traduzione italiana la bellezza di 26 anni fa a cura del Professor Alfonso D’Agostino. Data la lunghezza del testo ho preferito non appesantirlo di note salvo la spiegazione di un paio di parole e una prima nota per giustificare l’uso delle parentesi quadre. Per quanto riguarda il contenuto di questo testo, uscito dalla stessa fucina del Picatrix che fu proprio tradotto dall’arabo per Alfonso il Saggio, ci torneremo, tranquilli. Sempre se il mio archivio degli incompiuti non continua a restituire roba.

* * *

Il Libro di Marte

[V.1 Le forme di Marte]
[La forma di Marte secondo l’opinione di Mercurio  [Trismegisto] è l’immagine di un uomo nudo, in piedi, che ha davanti a sé sulla destra una]1 fanciulla vergine; questa è la figura di Venere, in piedi e coi capelli raccolti e pettinati all’indietro; Marte poggia la sua mano destra sul collo di Venere e la sinistra sul suo petto, mentre l’osserva e la fissa in volto. E dice questo sapiente che questo talismano così fatto produce molti effetti di grande potenza, che ha descritto nel suo libro; e noi lo abbiamo riferito, a proposito di questo talismano, nel nostro Libro dei Talismani.
La forma di Marte in altri libri è la figura di un uomo che cavalca un leone e ha nella mano destra una spada e nella sinistra la testa d’un uomo, che regge per i capelli; e i Suoi vestiti sono nuovi.
La forma di Marte secondo le parole di Picatrix è la figura di un uomo che cavalca un leone e ha in mano una zagaglia lunga.

[V.2. Figure di Marte]
Abbiamo parlato delle proprietà e delle nature di Marte, e delle sue forme, dicendo quali sono e in che modo sono fatte. Ora vogliamo indicare quali sono le sue figure e come sono fatte, secondo la dottrina dei filosofi.
La figura di Marte secondo il dotto Picatrix è questa:
Un’altra figura di Marte, secondo Plines:
Un’altra figura secondo l’insegnamento di maestro Todar:
Un’altra maniera di immagini di Marte secondo Aristotele:
Un’altra figura di Marte secondo lo stesso sapiente, che la trovò d’un’altra foggia:
Altre opere delle figure di Marte, dette Quadrato di Marte. La terza figura è di Marte, che è nel quinto cielo ed è di complessione calda e secca; la sua sostanza è malefica, è distruttore e rovina di tutte le cose che si distruggono e si corrompono per calore e secchezza; è indice di ogni danno, di morti, battaglie furti, desolazione, siccità e distruzione di ogni cosa; e questo quando è in cattivo stato.
Le sue figure sono quelle di cinque per cinque, e la somma di ogni lato, orizzontale e verticale, e della diagonale dà quarantacinque. Quando vorrai operare in base alle proprietà di questa figura, bada bene ai suoi stati e alle tavole che ti abbiamo riportato oltre, a seconda dell’opera che vorrai realizzare.
Prendi una lamina di rame rosso e intaglia in essa questa figura nel giorno e nell’ora di Marte, quando è in cattivo stato. come per esempio retrogrado o combusto o calante o tardivo; la suffumigherai con mestruo di donna o con stoffa di impiccato o con unghie di gatti o di topi. Se la metterai in una località che si inizia a popolare, questa verrà desolata per una strage, ché gli abitanti si uccideranno a vicenda o saranno ammazzati da briganti o da nemici che li annienteranno. Se la infilerai tra le armi di un uomo che deve entrare in battaglia o in combattimento, quello sarà ucciso o ferito. Se la collocherai nel trono di un re, il popolo si solleverà contro di lui. Se la metterai nella cattedra di un vescovo o di un giudice, sarà rapidamente deposto. E se la metterai nel negozio di un mercante che detesti, perderà nelle sue mercanzie e acquisterà solo rimettendoci. Se intaglierai questa figura così come è detto nel nome di due uomini che si amino e la sotterrerai nel luogo dove sono soliti incontrarsi, nascerà odio fra di loro e inimicizia per sempre. Se la poggerai sulla gamba di una donna qualsiasi, scorrerà il suo sangue. Se dipingerai questa figura su carta rossa nel giorno e nell’ora suddetti e la suffumigherai con aristolochia lunga, e la metterai in un alveare o in una piccionaia, le api e le colombe fuggiranno e non si riuniranno mai più.
Guarda quando Marte è in buono stato, come per esempio quando è diretto o celere o crescente; intaglierai questa figura in una lamina di rame rosso, nel giorno e nell’ora di Marte. La suffumigherai con sandalo rosso e giallo e con incenso e bdellio (gommaresina medicinale); la metterai in un panno di zendado rosso (drappo sottile, tipo seta) e vi aggiungerai una dracma di cornalina rossa; tienila con te e sarai fortunato in battaglia o in giudizio, e i tuoi nemici scapperanno davanti a te. E inoltre sarai al sicuro da ogni re, principe o magistrato corrotto che ti voglia far del male; tutti avranno vergogna e riverenza davanti a te, e otterrai da loro quel che vorrai.

Queste sono altre figure del giorno di Marte.
Disse un sapiente che questi sono i caratteri di Marte che vanno scritti sui margini di questo quadrato, oltre al nome del suo angelo, che è Samael e il nome del suo signore, che è Barrostarkas.

Queste sono altre figure del giorno di Marte, e altre ancora, che sono chiamate Sigillo di Marte, come disse Rasiel:

Questo è il sigillo di Marte, che è il pianeta del martedì.

Tutte queste opere suddette si devono scrivere nel giorno e nell’ora del pianeta a cui appartiene l’opera, e il pianeta dev’essere nell’ascendente o nel medio cielo. Secondo il Libro di Raziel i sapienti antichi affermarono che nessuna opera si compie senza questi caratteri e questi sigilli, che sia per amore o per odio, per creare impedimenti o toglierli, o per far ammalare o per far scorrere il sangue; e in ogni opera sono necessari i sigilli e i caratteri e l’angelo potente del pianeta che ha giurisdizione in quel giorno, e il suo suffumigio e il colore che gli appartiene. Quando saprai questo, si realizzerà tutto ciò che vorrai, con il potere di Dio.

Altre figure di Marte secondo lo stesso Hermes.

Altre figure di Marte secondo lo stesso sapiente.

[V.3. CIELO DI MARTE]
Sinora abbiamo descritto le nature proprietà forme e figure di Marte. Ora intendiamo parlare del suo cielo, che è il terzo sotto quello di Saturno, dicendo in che modo è fatto e quali sono le cose che vi si trovano.
Nel terzo cielo al di sotto di questo c’è Madín, e tutti i regni del suo cielo sono invasi di fuoco ardente, e tutto quanto è in esso brucia di fuoco, fiumi e monti e campi sono di fuoco, la sua dimora è di fuoco, e vi corrono venti di fuoco. Vi si trovano schiere di soldati armati con corazze, somiglianti a fiamme di fuoco e a ferro luccicante; alcuni indossano vestiti rossi, porpora e verdi, e sono furiosi, colpiscono e lottano coi cavalli vessilli scudi elmi lance e spade di fuoco, e tutti i venti loro e dei loro demoni sono simili al fuoco. Questi hanno potere di combattere incendiare percuotere e frantumare le cose di questo mondo, nell’ora in cui l’uomo li comanderà per ordine del creatore. E l’angelo incoronato su di loro è Ascymor, superiore a tutti quanti.
Del nome di Marte e del suo cielo e dei nomi degli angeli che hanno potere su di loro. Il suo nome è Madín e il nome del suo cielo è Maòn, e l’angelo che ha potere su di lui e sul suo cielo è Samahel (sic), e quest’angelo è seduto nel suo cielo, circondato dai suoi compagni.
Del nome di Marte e dei suoi angeli nei quattro elementi, che sono fuoco, aria, acqua e terra. Sopra il fuoco è detto Roguyel, sull’aria Piryel, sull’acqua Baffíoz e sulla terra Jgnofón. E i nomi degli angeli sopra il fuoco sono questi tre: Deliel, Rakyel, Baloyl. Quelli dell’aria sono questi tre: Pireyniel, Natomel, Carbiel. Quelli dell’acqua sono questi tre: Satatrenyel, Camanyel, Zactriel. E quelli della terra sono questi tre: Cazabriel, Pazaliel, Zebaliel.
Dei nomi di Marte in ogni cielo e in ogni clima. Marte è chiamato nel suo cielo Dandavitz, nel primo clima Dacdanotz, nel secondo Bahandiz, nel terzo Andahutz, nel quarto Emcadaz, nel quinto Ardaotz, nel sesto Antanditandiz e nel settimo Maydarz.
Dei nomi di Marte in ogni segno. Marte nel segno dell’Ariete è detto Madýn, nel Toro Soroz, nei Gemelli Ariz, nel Cancro Zarir, nel Leone Zaphetume, nella Vergine Szabrir, nella Bilancia Azrín, nello Scorpione Kapiz, nel Sagittario Kezzar, nel Capricorno Gadhiroth, nell’Acquario Sobroz e nei Pesci Szaz. E questo è il grande nome del suo principe e del suo signore su tutte le cose: Barrostarkas.
Dei nomi di Marte e dei suo giorno nelle sette lingue. Innanzi tutto nella lingua caldea e dei giganti, che fu la prima, è detto Setyabón; in ebraico, che è la seconda, Madýn; in indiano, che è la terza, Zezimil; in etiope, che è la quarta, Camel; in arabo, che è la quinta, Marteh; in greco, che è la sesta, Pirtis; e in latino, che è la settima, è detto Mars.
Dei nomi di Marte nelle quattro stagioni secondo Salomone. Nel terzo cielo serve Madýn e il suo angelo Baraquiel, e il nome di Madýn nella prima stagione è Aarim, nella seconda Darom, nella terza Bearom e nella quarta Panthaphos.
Altri nomi di Marte nelle quattro stagioni secondo Tymtym. Marte in primavera si chiama Xarmym, in estate Oelridil, in autunno Oazkhulyl e in inverno Camelyneh.
Dei nomi del giorno di Marte nelle quattro stagioni dell’anno. Il nome del giorno di Marte nella prima stagione è Saryón, nella seconda è Oaoguarnedán, nella terza Pizranella e nella quarta Aglagamusth, alias Aguaglamuth.
Dei nomi degli angeli che hanno giurisdizione nel giorno di Marte e nella sua ora. Il terzo giorno è detto Madín, che vuol dire martedì, e gli angeli di quel giorno, quelli che hanno potere in quel dì più che in altri, sono i seguenti: Samayelín, Taytaylín, Dibbeyl, Raneilín, Farabín, Cabín, Asmeilín, Mabareilín, Tralielín, Rubeylín, Mamanín, Tafarnielín, Filreylín, Rufaraneym, Rabsilyn, Otalín, Enilín, Biroilín, Brofilín, Kacynsín, Nafrinín, Nupyrín, Rafulín, Qurifín, Nieliolín, Niburín, Kalabeil, Tubeylín, Haayn, Veín, Pafirín, Thetemoylín, Latyrielín, Yxorra, Feyl, Kanueil, Basceilín, Costirín, Montielín, Albieilín, Parahebrelín, Alyeyl, Vareil, Zalcyeyl, Armadieil, Ufaryeil, Sitedeneil, Claffribeil, Yleylín, Karsteneil, Gromeil e Gabrininnarbeyl. E invocandoli con questi nomi santi, benedetti e preziosi, otterrai quel che vuoi nel giorno di Madín e nella sua ora; sii allora pulito e ne trarrai beneficio.
Dei nomi degli angeli nelle nove parti di Marte. Il primo angelo di Marte, che è al suo interno e tutto lo comprende, è chiamato Barrostarkas, il secondo, esterno, è Sascyel, il terzo, superiore, Tatael, il quarto, inferiore, Amalil, il quinto, di destra, Jlyl, il sesto, di sinistra, Rembal, il settimo, davanti, Peroriel, l’ottavo, di dietro, Ganafiel, il nono, intorno, Rerbreriel.


Un’altra esposizione del cielo di Marte, che è il terzo ed è detto Mahún, dove si descrivono le virtù degli angeli che vi si trovano e le opere che si fanno grazie a loro. Questo è il terzo cielo ed è chiamato Mahún; è di grande potere e di grande virtù e di profonda e preziosissima scienza, con centomila nubi ed encomî, e pieno di angeli di grande quota. E vi si trovano, suscitando terrore, eserciti contro eserciti, schiere contro schiere, che esaltano, adornano e magnificano il signore che li collocò in quel luogo e li tolse dalle fiamme del rio fuoco; e siedono su cattedre di gran decoro e di grande bellezza, quadrate, che paiono un’ecpirosi, e il frastuono del loro correre è simile a un uragano. E vi sono dodici rettori, signori dell’onore, e schiere di armati stanno in mezzo al cielo chiamato Mahún, e sopra questi i dodici principi, che guardano verso le quattro parti del mondo, tre per ogni parte, e ci sono angeli cursori ai loro ordini. E d’un loro gemito si scuote il mondo; dal loro respiro e dal loro battito cardiaco escono lampi e fiamme, e hanno ali di fuoco e corone di fuoco e di lucore, e col loro aspetto illuminano il mondo e tutto il cielo.
E senza di loro non si fa nulla nel mondo; hanno giurisdizione sui dodici mesi, uno ciascuno, e fanno conoscere e comprendere agli uomini quel che succederà nei mesi e negli anni, perché il creatore diede loro questo potere, questo sapere e questo onore, e per questo furono creati e messi in quel luogo.


Nomi dei dodici angeli rettori che hanno potere sui dodici mesi dell’anno, e sono titolari del potere su ciascun mese. Il nome del primo angelo, preposto al primo mese, è Sabpiel, il nome del secondo è Dachyel, quello del terzo Dyrnaor, del quarto Tacguebón, del quinto Tarorguar, del sesto Morael, del settimo Patdarón, dell’ottavo Balranach, del nono Andagor, del decimo Mafuye, dell’undecimo Asnadros e del dodicesimo Acrabiel. Sappi che questi dodici angeli suddetti hanno grande potere e grande virtù, e la loro influenza è grandissima in tutte le cose del mondo. Sappi che l’angelo Romiel ha potere sul tredicesimo mese, che è il bisestile degli ebrei. Invoca sempre questi angeli nei loro mesi e ne trarrai profitto.
Su quale mese ha potere ognuno di questi angeli. Chiunque udrà e conoscerà i nomi di questi angeli suddetti, è conveniente che sappia in quale mese sarà e come si chiama il mese in cui opera. Questi sono i nomi degli angeli e dei mesi, con le rispettive corrispondenze: Sabpiel ha potere sul mese di Nisán, Dachiel sul mese di Yar, Dirnaor sul mese di Civàn, Tasguabón sul mese di Tamutz, Tarorgar sul mese di Ab, Moraes sul mese di Elul, Patdarón sul mese di Thesserín, Yalrenach sul mese di Marquesuán, Andagor sul mese di Quisiep, Mafuyel sul mese di Thebeth, Asnadros sul mese di Scyván, Acrabiel sul mese di Addar e Romyel sul mese di Addar il secondo, quando è bisestile. Sappi che questi angeli e questi mesi suddetti sono necessari per tutto ciò di cui avrai bisogno.
[V.4. SULLA PRECOGNIZIONE]
Se vuoi sapere in che mese morirai o che cosa ti succederà in ogni mese di questa vita, e se intendi conoscere qualunque cosa ti possa succedere in ogni mese dell’anno.
Se vorrai sapere in quale mese della tua vita morirai, o che cosa succederà in ogni mese, vale a dire se ci sarà abbondanza delle cose del mondo di cui vive l’uomo, o in che mese ci saranno molte piogge o siccità, se cadrà o no il frutto dagli alberi, o se ci saranno fra i re contrasti o grandi guerre, o in che mese la mortalità si abbatterà sugli uomini o sulle bestie, o in che mese gli uomini si ammaleranno o si alletteranno; tutto ciò che vorrai chiedere delle cose che saranno sulla terra, comprenderai e saprai con l’aiuto di Dio. Quindi, se vuoi sapere in quale mese della tua vita morirai, o se vuoi informarti d’un altro uomo o d’un’altra cosa, prendi delle foglioline d’oro purissimo, fanne dodici pezzetti e scrivi su ciascuna di esse il nome dell’angelo e del suo mese; prendi dell’olio buono, vecchio di sette anni, prendi quei pezzetti scritti, buttali nell’olio e recita sull’olio quest’invocazione per sette volte, dicendo così: «Vi scongiuro, angeli della sapienza e dell’intelligenza, per il Signore che ordinò e creò il mondo e per il nome del potente e vero, forte e terribile; e per il nome del re alto e glorioso, forte e onorato e meraviglioso, Signore di tutte le creature, e per il nome del campione degli eserciti, giusto, chiaro e retto; e per il nome di Colui che vi fece l’onore di mettervi a presiedere i mesi dell’anno; e per il nome del potente che vive nell’occulto, alto e rivelatore dei segreti nascosti, e ha potere sulla vita e la morte; e per il nome di Colui che regna in secula seculorum; e per il nome di Colui che dura per sempre, ed è chiamato Setmaforas; per questo scongiuro grande forte mirabile potente santo puro, vi imploro che mi facciate sapere veridicamente il mese del mio decesso e che mi mostriate la sorte rispondendo con sincerità alla mia richiesta». Metterai l’olio in una coppa di cristallo nuova e lo esporrai alle stelle per sette notti, così che il Sole non lo veda; la settima notte alzati a mezzanotte, osserva l’olio, su cui galleggerà una foglia, guarda il mese che è scritto su quella foglia e in quel mese si approssimerà la sua fine. E così sarà per ogni richiesta che rivolgerai, o per [ogni cosa che vorrai sapere: scrivila su quelle foglioline e così ti apparirà. E quando vorrai fare queste cose, monda il tuo corpo d’ogni sozzura e da ogni cibo da cui esca sangue, anche dai pesci, e non bere vino e non toccare nessuna cosa immonda e non unirti a donna né in sogno né nella realtà, non toccare un morto né una tomba, fa’ elemosina e carità e del bene a quanti potrai, moltiplica le orazioni e le preghiere al creatore, muoviti con umiltà e con timore del creatore, allontanati da ogni falsità e da ogni malvagità; fa’ ciò con giustizia e ne trarrai profitto. Custodisci quell’olio, perché è una medicina potentissima per ungere ogni parte affetta da dolore e guarirla; e giova all’uomo malato di insonnia, perché se gli ungerai la fronte e i polsi con quell’olio, subito potrà dormire. Fa’ un anello di argento puro, e sull’anello incastona quelle foglioline e mettici sopra una pietra bianca, infilalo al dito e nessun cattivo evento, né un demone, né il malocchio, potrà nuocere né a te né alla casa dove sia stato messo. E ogni volta che farai queste cose, pronunzia il nome del giorno e del mese nel suo tempo, e i nomi degli angeli dei tempi e i nomi delle potestà che hanno dominio su di essi; e il nome del Sole di giorno nel suo tempo, e della Luna di notte, e i nomi dei loro angeli e i sette nomi. E sii sempre pulito, lavato e profumato e trarrai profitto in tutte le cose con l’aiuto di Dio]. [Ma quando vorrai rientrare in possesso di cose che il tuo nemico ti avrà sottratto, e nel caso in cui ti abbia fatto del male e tu ti voglia vendicare, armati e vestiti come abbiamo detto prima, va’ al luogo summenzionato, portando con te un turibolo e i profumi. E quando il fumo si sarà innalzato, di’: «O Marte [[…]] ti scongiuro di esaudire la mia richiesta, di realizzare la mia preghiera] e di avere pietà di me e delle cattive azioni che fa nei miei confronti quest’uomo per il quale ti ho pregato. E ti scongiuro per Raubail, che è l’angelo che il Dio dell’universo ti mise al fianco per compiere tutti i tuoi effetti potenti; e ti scongiuro per il tuo spirito, col quale fai male a quelli che vivono nel male, e per la forza che mandi ai cuori di quelli che diventano furiosi e di quelli che hanno il gusto di combattere e di uccidere, in modo che affrontano forti imprese e dure battaglie con grande piacere e di tutto cuore. Con tutto ciò ti scongiuro che ascolti la mia preghiera e pensi al mio affare, e che mi dia la forza del tuo spirito, con cui io possa intendere che tu hai ascoltato la mia supplica. E onore rifinito abbia tu da Dio, che è Signore dell’universo; ché tu sei imperatore dei buoni e di quelli che vivono nel bene, e fai male a quelli che vivono nel male, dando loro pene e disgrazie secondo i loro meriti. Amen. Amen. E ti scongiuro inoltre per questi nomi: Dayadebuz, Heaydiz, Mahydebiz, Haudabuz, Maharaz, Ardauz, Neydehyduz, Deheydemiz; per tutti questi nomi ti scongiuro che tu esaudisca la mia richiesta e la mia preghiera, e che abbia pietà del mio pianto e delle mie lacrime, e che rimedi al mio danno, e mi difenda e protegga dalla malvagità di quest’uomo e di tutti quelli che vogliono il mio male. E ti scongiuro per il Signore Iddio alto, che è Signore di tutto il firmamento e del grande potere e della grande sovranità, e Signore dei nomi preziosi e buoni e datore di vita a tutto il mondo — Egli creò la morte e la vita, la fine e la durata, ed Egli è Colui che dura e resta per sempre, che non ha fine né ebbe principio — per questo ti scongiuro che tu esaudisca la mia domanda adesso, in quest’ora e in questo tempo. Amen, amen». E dicendo continuamente così, si innalzi sempre il fumo del suffumigio, e ripeterai queste parole molte volte e si compirà quel che desideri; e se sgozzerai una delle sue bestie e la brucerai e farai con quella ciò che hai fatto con le altre, sarai più sicuro che si compia la tua domanda.

Explicit.

[1]Mancano i due capitoli iniziali. ll testo contenuto tra parentesi quadre è frutto di integrazioni da altre fonti.

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Mörker
morker@luciferomorker.it

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