Il Sangue degli Dei, Anna Bellon

Ecco quello che io chiamo un libro di esoterismo. Ma Anna correggerebbe il tiro parlando di ermetismo, ovvero quell’aspetto delle dottrine esoteriche per sua stessa definizione celato, “occulto“, ben oltre quei primi rudimenti della Scienza Magica che pur se ormai rivelati possono comunque – talvolta – seguitare a dirsi esoterici; quell’alto ergersi “oltre” a carpire il senso ultimo dell’esistenza e soprattutto il reale valore del Vero Cammino Misterico sotto l’egida dell’insegnamento iniziatico del Tre Volte Grande. Esoterismo dunque, ma di classe signori miei! Come l’Autrice di questo libro. Come questo libro stesso.
Sotto questa luce, pertanto, la scelta dell’Autrice de Il Sangue degli Dei (Anna Bellon, Il Sangue degli Dei, Psiche2, 2018) di leggere il mito sumero per ciò che realmente è, spogliandolo delle ridondanti sovrastrutture che un secolo e mezzo di speculazioni accademiche gli hanno cucito addosso, ha un valore immenso! Non si pensi, tuttavia, che Anna abbia semplicemente interpretato a sensazione una cernita di testi per riscrivere la sua personale visione del mito sumero. Le concĺusioni di Anna sono supportate da un lunghissimo studio (anni!) e da un confronto quasi continuo con le fonti. Ne fanno fede le note a piè di pagina, dove si rimanda alle pubblicazioni più aggiornate e più attendibili che l’autrice ha consultato. Il lavoro di ricerca di Anna si è protratto per molto tempo e qualche volta ho avuto l’onore di discutere con lei le sue conclusioni, o di scambiare pareri su alcune parti del libro. Questo mi ha permesso di conoscere alcuni contenuti in anteprima ma è la lettura del testo nella sua versione definitiva, quella stampata, che mi ha davvero chiarito fino in fondo lo straordinario affresco dipinto da Anna Bellon nel suo libro.
Un tempo gli dei camminavano a fianco dell’uomo e, facendo il verso ai social, potremmo dire che con l’uomo condividevano il segreto di una vita lunga e prospera. Tale insegnamento era iniziatico e, se non fosse stato per un documento che ne tradisce la memoria, probabilmente la chiave per comprendere e riannodare tutti i fili sarebbe andata persa per sempre. Sto parlando della Lista Reale Sumerica che curiosamente copre lo stesso arco di tempo nel quale, secondo l’attuale lettura della storia, si passa dalle testimonianze della presenza di homo sapiens nel vicino Oriente antico alla comparsa, improvvisa e repentina, della Civiltà. L’età dell’oro. Ma poi, continua Il Sangue degli Dei, successe qualcosa, qualcosa che fece rompere questa alleanza… E il Divino si eresse a giudice impassibile dell’uomo scegliendo di annientarlo attraverso il diluvio. Solo il Dio Enki, l’organizzatore cosmico, Dio della Sapienza e della Magia, scelse di dare una seconda possibilità al genere umano permettendo a Utanapištim di salvarsi dalla catastrofe. Anche a proposito dell’esperienza del diluvio il testo si rivela preziosissimo, l’intuizione dell’autrice intorno alla creazione del mondo – difatti –  è rivelatrice: benché ci si sforzi di cercare un mito sumero della creazione, sembra dire Anna, non se ne trovano di convincenti. E il motivo è semplice: non ce ne sono. Il mito racconta di una rinascita da una catastrofe perché quel mondo antecedente al diluvio, quello che era stato creato dagli Dei, ammesso che fosse stato proprio il mondo precedente al diluvio, non esisteva più. Dopo il diluvio tutto sarebbe stato troppo diverso per essere paragonato al mondo precedente: la durata della vita, i garanti in cielo e in terra della regalità, il senso stesso di sacro che sarebbe evoluto nelle scuole scribali fino a promulgare pubblicamente una visione “corrotta” della magia e a celare i reali dettami della scienza magica dietro simboli e allegorie. La prima vera riscrittura della storia! In fondo un concetto simile è espresso pure nel Timeo, dialogo ricordato anche tra le pagine de Il Sangue degli Dei. Dunque niente sarebbe stato più come prima. Questo a dispetto dei tentativi degli eroi di recuperare la condizione antecedente al diluvio: Gilgameš, ad esempio, con la sua straordinaria vicenda della quale Anna da una interpretazione esoterica di rara raffinatezza. Ed Etana, col cui volteggiare a dorso dell’Aquila sulla Terra tra i Due Fiumi si chiude il volume. Unico appiglio per l’uomo era (ed è) la gentile bellezza divina della grande Dea Inanna. Garante della regalità, legata all’esperienza estatica della profezia e latrice del favore dello Hieros Gamos a beneficio del Sovrano ma, secondo l’esperienza sacrale dell’uomo mesopotamico, espandibile attraverso il suo potere per le quattro direzioni cosmiche. Una scienza sacra dell’immortalità della quale unico garante è l’amore per la Dea e della Dea verso i suoi figli. Dea che, nel settimo cielo a fianco del Suo trono, custodisce la pianta dell’immortalità.
E come la chiameremmo oggi questa grande magia, questa scienza dell’immortalita? Come la racconteremo? Non posso raccontare tutto di questo libro ma posso dire che il riannodare dei fili negli ultimi due capitoli, alla luce di quanto letto nei precedenti, mi ha commosso per la sua schietta e limpida bellezza. Per l’amore che traspare verso la grande Dea Inanna / Ištar.
Il lavoro di Anna Bellon é perfetto, pulito, lineare, straordinariamente diretto per chi sappia comprendere (anche le sole basi) le filosofie ermetiche. Si può pensare che il lettore a digiuno di tali filosofie potrebbe provare difficoltà nel tenere il filo del libro ma non è così. Anna, nello scrivere, ha il dono della sintesi unito a quello della chiarezza, nessun testo sulla storia e sul pensiero esoterico della mezzaluna fertile mi era mai apparso così chiaro in ogni sua parte.
Come succede sempre mi sono lasciato prendere la mano senza accennare, nel recensire questo testo, alla gran quantità di interpretazioni, intuizioni e suggerimenti che esso contiene: dall’accenno al dna mitocondriale, che giustificherebbe la scelta di sovrani di “sangue sumero“, fino alla chiarificazione del reale motivo che spinge la Dea Inanna a scendere agli Inferi e che lega questa storia alle gesta di Gilgameš e al fato dell’albero Huluppu, vero archetipo dell’albero biblico di bene e male.
Insomma per chi vuole capire il reale senso delle parole “mito“, “magia“, “immortalità“, per chi non si accontenta delle sommarie e ingannevoli pubblicazioni dell’oggi e vuole scavare a fondo per comprendere che cosa vi sia alla base dell’esoterismo moderno “Il Sangue degli Dei” è una lettura imprescindibile.
Un grazie immenso l’autrice, Anna Bellon, grande studiosa, sapiente iniziata, straordinaria amica per aver scelto di condividere il frutto dei suoi studi con tutti noi.

E un grazie anche per ciò che hai fatto per me Anna ♥️ un grazie immenso, scritto coi caratteri di fuoco dell’energia più pura e vibrante del più alto e limpido senso di amicizia. Sei una persona UNICA.

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