Incantesimo per l’amore, Egitto XIII sec a. C.

Nella sua bellezza questo incantesimo d’amore non ha necessità di grandi commenti. È perfetto così com’è. Quindi mi perdoneranno i miei sempre pochi lettori se posto il testo nudo e crudo traendolo dalla straordinaria antologia della Prof. Edda Bresciani, Letteratura e Poesia dell’Antico Egitto, Einaudi.

Inizio del dolce componimento trovato dentro un cofanetto che ha scritto lo scriba della Tomba Nakhtsebek.
(Incantesimo per l’amore, Egitto XIII sec a. C.)

Tu (=l’uomo) lo presenterai alla casa di tua sorella e raggiungerai la sua porta.
Il suo vestibolo sarà ingrandito.
Il suo padiglione traboccherà, pieno di canti e danze, mentre vino e birra forte sono sotto la sua ombra.
Tu potrai inebriante i loro sensi e li sodfisferai nella notte.
E allora lei dirà: – prendimi tra le tue braccia, e al sorgere del sole noi staremo ancora così.”

II
Tu lo presenterai alla casa di tua sorella, quando lei è sola, senza nessun altro. Tu potrei fare ciò che vuoi della sua serratura mentre i porticati si agiteranno. Se spira un soffio di vento, ti apporterà il suo odore il suo profumo si diffonderà, così che si inebrieranno coloro che le stanno davanti.
Perché è la dorata che te l’ha assegnata come un dono fino al termine della tua vita.

III
È in grado di lanciare il lazo, la sorella, pur non avendola messa al mondo un allevatore di tori.
Lei mi getta il lazo con la sua chioma, mentre è il suo sguardo che mi ha fatto rapire, la sua collana è ciò che mi ha legato, e un marchio è il suo anello.

IV
Quando tu dici al suo cuore: – stalle dietro, che sia mio il suo abbraccio! –
Per Amon, sono io che sono venuta da te, mentre la mia tunica è sulle mie spalle.

V
Io ho trovato mio fratello all’imbocco del canale, il suo piede fermo sul fiume!
Egli celebrava la cerimonia del giorno, distinto da quelli della birra, egli offriva la bellezza del suo petto, essendo egli più grande che forte.

VI
Circa ciò che mi ha fatto mia sorella, dovrei forse tacerlo?
Lasciarmi all’ingresso della sua dimora, mentre lei era dentro!
Lei non min ha detto “fai buon ritorno”
E mi ha così privato della mia notte.

VII
Io ho raggiunto la sua casa al buio, ho bussato ma nessuno mi ha aperto. Buonanotte al nostro portiere, chiavistello, io ti aprirò. Porta, tu sei il mio destino, tu sei il mio genio protettore che mi appartiene. Un nostro bue sarà sacrificato al suo interno. Porta, non mostrare la tua forza. Un bue sarà sacrificato per il chiavistello, un bovino dalle corna corte per la serratura, un’oca legata per i montanti, del grasso per la chiave.
Tutti i tagli scelti del nostro bue sacrificale sono per il forgiatore delle arti. Che egli faccia per noi un chiavistello di canne e una porta di paglia, per ogni volta che viene il fratello e gli troveranno casa aperta e troverà un letto pronto con lino pregiato con una bella fanciulla.
Mi dice la fanciulla : – questa dimora appartiene al soprintendente della città!

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