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morkLa prima reazione fu di fuoco. Non voglio più parlare. Non voglio più scrivere. Non voglio più condividere. Vaffanculo, un bel vaffanculo grillino, a tutto e tutti. Pensai e ho pensato a lungo tutte queste cose di fronte all’ennesimo scherzo del destino. Consacrare una piccola eternità ad una causa e al momento del trionfo vedere che altri provano a sottrarti le meritate e sospirate soddisfazioni… Fa male. Specie quando gli altri sono persone che in passato si sono sostenute e ammirate. La vita insegna a non fidarsi di nessuno, pazienza. Che poi alla fin fine tutto si riduce ad intascare qualche centone, ma pochi eh. Perché se gli altri sapessero ciò che si dice di loro chiuderebbero la coda ed andrebbero a pavoneggiarsi al buio rossi di vergogna. Senza contare che certi scrittori (ed editori complici) l’etica professionale ce l’hanno in culo.
Questa ed altre storie mi avevano davvero tolto la voglia di condividere.
Non vi sto a tediare sul come sia stata la lenta Rinascenza del gattaccio Mörk, sarebbe troppo lungo e pesante. Per una volta scendiamo volutamente dal podio del ricercatore ampolloso, coi suoi fronzoli rinascimentali e le sue torri templari della Babilonia; scuotiamoci un po’ di nero dall’umore, e un po’ di supponenza dai gusti musicali,  con un bel liberatorio (e anche un po’ rozzo) “eh già, sono ancora qua”.
A fare cosa? A scrivere… A raccontare… A condividere. Ma col senno di poi e memore delle troppe bruciature scelgo di farlo in un modo insolito. Questo blog si articola, da oggi, su due livelli di fruibilità. Il primo è quello pubblico, liberamente visibile da tutti contenente curiosità letterarie, storie minime, recensioni, traduzioni di alcuni testi e articoli generici. Il secondo è quello social che poi del concetto di social non ha quasi nulla, anzi più che social è decisamente misantrophy. Fatto sta che in questo secondo livello sono entrati ed entreranno pochissimi contatti accuratamente selezionati. A queste persone darò la possibilità di fruire di più contenuti in particolare di carattere esoterico. Le impostazioni di questa area sono simili a quelle dei social (da qui il nome iniziale, che poi ho variato in Area Riservata per non far casino con la pagina Diario) in quanto il layout dei social network, l’odiatissimo facebook in primis, è ormai universalmente conosciuto ed utilizzato senza grandi problemi.
Non me ne vogliano i miei (pochi) lettori se ho preso questa decisione drastica. Ma ciò che è successo brucia, credetemi, brucia maledettamente e ti cambia. E non esattamente in meglio.
Un’ultima cosa. Questa storia mi ha insegnato che nella vita è bene essere anche un po’ italiani. Spiego. Italiano per me è sinonimo di italiano medio, fanfarone, ladruncolo (ma senza farlo sapere a mamma), fancazzista e anche un po’ raccomandato. Ecco, si deve essere un po’ italiani. Altrimenti “gli altri italiani faranno l’italiano con noi”, a nostro danno ovviamente. Italianizzamo dunque l’area privata di luciferomorker.it. Come? Semplice, se ve lo stavate chiedendo si entra, oltre che per mio espresso invito, solo con raccomandazione di un altro utente. E se basta.

Un grazie immenso come il reame fatato più vasto a Paola e Francesco che mi hanno aiutato coi test del sito e convinto a non mollare ♥ ♥ ♥

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