Kyrie! Kyrie! Pregne son le monache!” È un grido di giubilo più che di scandalo, quasi un Laudate Domine per il miracolo! Le monache son pregne, dice l’anonimo giullare trecentesco autore di questa ballata satirica e anticlericale. Ma, cosa ancor più agghiacciante, le stesse monache, sorprese dal miracolo, non riescono a celare la loro condizione alle consorelle una volta riunitisi per l’ufficio del mattino. Anche perché tutte son ben consapevoli che a lasciare il segno è stato qualcuno di più terreno dello Spirito Santo… Che si fa allora? Sembra suggerire la ballata – per bocca della badessa – che il rimedio c’è… Infatti, dice l’anonimo giullare consigliando alla sua stessa ballata e alle donne che la ascolteranno di recarsi in visita al godereccio monastero, si continueranno a tenere ben nascosti nelle celle del convento frati e preti pronti all’uso, che per evitare di tradire le proprie abitudini d’ora in poi il Kyrie (l’atto sessuale) si canterà… col culo!
Il testo è una feroce quanto gustosissima satira della vita monastica ed è contenuto nel Codice Magliabechiano VII, 10, 1078. La prima pubblicazione è stata curata da G. Casini in Studi di Poesia Antica, Lapi, Città di Castello, 1914.
Questo blog non è nuovo alla pubblicazione di materiale diverso, irriverente, osceno pure, come ad esempio il magnifico fabliau del mercato dei cazzi, quasi a ricordare che esser troppo seriosi è un danno primariamente per sé stessi più che per gli altri.

Kyrie, Kyrie, pregne son le monache!
Io andai in un monastiero,
A non mentir ma dir el vero,
Ov’eran done sacrate:
Diezi n’eran tute infoiate,
Senza [dir de] la badesa,
Che la tiritera spesa,
Faceva con un prete.
Kyrie, Kyrie, pregne son le monache!
Or udirete un bel sermone,
Ciascuna in chiesa andòne,
Lasciando il dileto,
Che si posava in sul leto;
Per rifare la danza,
Ciascuno spetta l’amanza,
Che dié ritornare.
Kyrie, Kyrie, pregne son le monache!
Quando matutin sonava,
In chiesia nesuna andava,
[Poi] che erano acopiate,
Qual col prete e qual col frate,
[Con lui] stava in oracione,
E ciascuno era garzone,
Che le serviva bene.
Kyrie, Kyrie, pregne son le monache!
Sendo in chiesia tute andate,
Ed tute erano impregnate,
Qual dal prete quel dal frate,
L’una a l’altra guata;
Ciascuna cred’esser velata,
Lo capo di benda usata:
Avieno in capo brache.
Kyrie, Kyrie, pregne son le monache!
E L’una a l’altra guatando,
Si vengono maravigliando;
Credean che fosse celato,
Alor fu manifestato,
Questo tale convenente:
E la badesa incontenente,
Ch’ognun godesse or dice.
Kyrie, Kyrie, pregne son le monache!
Or ne và, balata mia,
Va a quel monistiero,
Che vi si gode, alla fede mia,
Et questo facto è vero:
Et quale [è] là fanziulla,
Ciascuna si trastulla,
Col cul cantano Kyrie.
Kyrie, Kyrie, pregne son le monache!

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Mörker
morker@luciferomorker.it

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