La Verità, la Nostra Verità e il sentire.

“SE NON STUDIO UN GIORNO, ME NE ACCORGO IO.
SE NON STUDIO DUE GIORNI, SE NE ACCORGE IL PUBBLICO”
(NICCOLO’ PAGANINI)

Quando si parla di Satanismo moderno il primo principio che viene insegnato ad i novizi, e ricordato ai più anziani, è la ricerca della Verità.
Gran bella parola… Verità!
Ma dove mai potremo andare a cercarla noi poveri uomini speranzosi? In noi stessi, sostengono alcuni, ma come riconoscerla se non l’abbiamo mai vista? Il problema difatti si racchiude proprio in questa semplice domanda.
Si badi bene però: in questo articolo non si ha la pretesa di tracciare un manifesto della cultura satanica. Una filosofia di vita che per sua natura sfugge al giogo del dogma non ha necessità di manifesti se non di quello, mai scritto, di un’etica, per così dire, eclettica. Rispettosa della Tradizione e delle verità degli iniziati di ogni tempo ma pur sempre eclettica.
Tuttavia ci è parso opportuno spendere alcune parole su un tema che, a nostro modo di vedere, coinvolge gran parte della scena esoterica italiana dell’oggi, in particolare di quella satanista. Il tema è quello della Tradizione e delle fonti, le amate odiate fonti tanto care ad alcuni quanto vituperate da altri e della già menzionata Verità.
Uno dei due relatori di questo articolo aveva già scritto, velatamente, sul tema concludendo che la Tradizione con la sua buona dose di Verità va rispettata ma pure aggiornata e resa fruibile al tempo (e ai ritmi!) dell’iniziando di oggi.

La verità del “sentire”.
Ma, aihnoi, che cosa ci tocca leggere… Un’arringa contro i cultori del libro, uno spietato accanirsi contro i sostenitori del Sapere, un atto d’accusa contro il detestato vecchiume dell’editoria controbilanciato da un’ingiustificabile apoteosi del sentire spacciando le proprie chimere per “libertà” e “verità”… Alcuni, infatti, sostengono che basti soltanto sentire di aver trovato la Verità (sic!) per raggiungerla, illudendosi nel proprio “sentire” di aver guadagnato finalmente la tanto ambita Meta.
Signori miei, magari fosse così semplice!
Non vogliamo scendere troppo nei dettagli ma dato che queste parole covavano sotto la cenere da tempo crediamo opportuno far divampare il fuoco del nostro spirito forse poco chimerico e troppo accademico ma pur sempre votato ad una condivisione onesta e credibile del Sapere e delle poche Verità che abbiamo assismilato (o molte, secondo i punti vista).

Un paio di concetti…
Per condurre al porto il nostro naviglio abbiamo bisogno di puntualizzare un paio di concetti. Il primo: per quanto abbiamo avuto modo di confrontarci con il variegato – pure troppo! – mondo del Satanismo contemporaneo se ne è ricavata la convinzione che una considerevole parte di satanisti, sia novizi che no, manifesta una volontà di apprendere, crescere e migliorarsi costantemente. E questo sia nell’aspetto teorico che in quello pratico. Ciò potrebbe far scaturire una prima considerazione tra il valore che si deve dare al documentarsi sui testi della tradizione e sul valore da dare al proprio sentire e alla propria verità.
Ma ne parleremo più sotto.
La seconda cosa che si vuol sottolineare è che troppe volte se tale sete di conoscenza non viene adeguatamente nutrita rischia di attingere da canali alternativi (ovviamente tutti con le loro verità di comodo). Talvolta tali canali sono corretti e attendibili. Talaltra decadono ad abbracciare tutto un ventaglio di deplorevoli e sconvenienti metodi di approccio all’esoterismo in generale, o peggio al satanismo in particolare, vaneggiando di complotti, ostentando verità decrepite tirate a lustro per il debutto in rete, rovinando infine nel complottismo più volgare.

La Verità del Satanista, La Nostra Verità e la verità del sentire…
Sia detto: il Satanismo non è per tutti, così come non per tutti è la dedizione allo studio. Ma come possiamo permettere che il destino di un Culto tanto pregno di Arte, bellezza e Conoscenza (de)cada sotto la gonna di chi questa Conoscenza la ripudia con disgusto? Che tipo di Conoscenza ricerchiamo allora? Come possiamo essere sicuri che il nostro sentire non sia solo una mera illusione di ciò che vorremmo fosse? No. Non ci piace il modus operandi dei nuovi sacerdoti e sacerdotesse della rete!
Non si da, per esempio, reale valore al fil rouge della Tradizione, nemmeno ci si pone il problema di epurare un testo del 400 dagli immancabili refusi che il tempo gli ha inevitabilmente lasciato addosso, non ci si pone il problema di decifrare il linguaggio di un Grimoire a stampa del 1600, che sappiamo benissimo essere in larga parte rimpolpato di “secreta” tarocchi secondo il gusto dell’epoca, e si ha però la presunzione di spiegare al mondo la Via degli Antichi. Con quali fonti? Con quali prove? Con quale percorso formativo e di conoscenza alla spalle? Forti di quale cognizione del Divino? Attraverso quali strumenti?
Secondo quale metodo formativo, di studio, ci si sobbarca l’onere di erigersi a guide?
Uno tra i primi insegnamenti che Satana stesso ci trasmette è quello di verificare ciò che sentiamo, di sperimentare per non cadere nella cieca credenza. Vivere il Satanismo non significa stazionare nell’ignoranza dando per scontato ogni “lampo di genio”. Vivere il Satanismo implica di sacrificare se stessi nel cercare la Verità, “la Verità Vera” e non quella che ci è più comoda. Ecco a cosa serve studiare, ecco cos’è quella Sapienza di cui tanti si riempiono ingiustamente la bocca.
Magari bastasse credere alle bugie della propria pigrizia per giungere a qualcosa che anche solo si avvicini ad un brandello di Verità!
Pigrizia, sì, perché sputare con tanto fervore sul lavoro letterario svolto con Passione e paura dai Maestri del passato è – oltre che un abominio ed un insulto a ciò che il Satanismo rappresenta – un ammettere senza troppe storie i propri limiti; in fin dei conti è nettamente più facile giustificare i propri deliri con un “sento” piuttosto che applicarsi nello studio e poter affermare “ciò che sento è Reale”.
Attraverso lo studio dei grandi del passato possiamo scoprire mondi nascosti tra la polvere, dettagli tra le righe… nonché grandi suggerimenti che possono sfuggire ai più. È solo studiando che si può realmente Sapere quanto il nostro “sentire” ha di veritiero. Una corrispondenza può spalancare le porte dell’inferno così come chiuderla ferocemente sul nostro naso. Satanismo è anche saper accettare di vedere le proprie convinzioni cadere a terra come un castello di carte: lo abbiamo fatto una volta, staccandoci dalle religioni, lo faremo altre mille volte ancora fin quando non arriveremo a Comprendere allora l’incomprensibile.
Satanismo è usare la propria testa per evolversi, ma con giudizio, con accortezza iniziatica, è un’ascesa verso la Verità che mai potrà essere data per scontata attraverso bocche troppe larghe per tacere la propria ignoranza. Chi ha il coraggio di dire che lo studio non serve o addirittura che ha molta meno importanza del “sentire” è solo un povero illuso, troppo timoroso di vedere disgregare le proprie idee.
La spiritualità (ed il Satanismo in particolare di questi tempi!) è soggetta alle più feroci battaglie: grandi “sapienti” riciclati dai videogames che goffamente pretendono di competere con la millenaria Sapienza di centinaia di Grandi Magisti i quali, con sangue e sudore, hanno sbattuto la testa sullo spigolo infinite volte prima di riuscire a trovare quel tassello che completasse il puzzle.
Quel tassello, miei cari, è la vera dedizione, il vero Spirito Satanico che spinge l’essere umano ad assetarsi di conoscenza per poi progressivamente placarla. Chi tanto parla, dando per ovvie le sue storie, è probabilmente il meno vicino a Satana che possiate mai conoscere.

Ma noi, si dice, siamo matematici e accademici….
Già, si dice, noi (i relatori di questo articolo) siamo matematici… E come tali freddi calcolatori, rabbini intenti a salmodiare i versetti dei loro testi sacri. Può essere, ma ci sia consentito di rammentare la sacralità del numero quale simbolo, e finanche la sacralità della matematica e della geometria che si ritrovano tanto nei culti storici dell’Antica Europa (la divisione delle stagioni, i calcoli di solstizi ed equinozi… L’Astrologia persino! Con che cosa si calcolano transiti astrologici, influenze dei decani e fasi lunari? Col grillo parlante?) quanto nel Disegno Eccelso della Natura, la sezione aurea ne è un eccellente esempio.
Noi tutti, checché se ne voglia, siamo energia, suono/voce e matematica. E questo non lo dice il vituperato Dio degli Israeliti. Lo dicono la maggior parte delle Tradizioni. E negli ultimi tempi lo riscopre la scienza.
Ecco, poco sopra abbiamo rammentato il vile nemico, il Dio della Bibbia; allora vogliamo porci e porvi una semplice domanda: come si possono considerare le religioni abramitiche la culla di ogni cesura del Sacro vincolo Originario con il Cosmo e pertanto sentirsi chiamati a restaurare un Credo ed una Filosofia di Vita quando siamo i primi a volerci sbarazzare dei pochi frammenti di Gnosi che un manipolo illuminati prima di noi ha faticosamente scovato e, visti i tempi, altrettanto faticosamente fatto circolare? Non è un controsenso? Allora dove deve spegnere tutta la sete di conoscenza il Satanista moderno? Dal sentire? Sentire cosa? Se uno non ha cognizione dei simboli, se non sa “ascoltare”, se non ha un bagaglio culturale di ferro che gli permetta di scindere il grano dal loglio potrebbe persino scambiare una semplice larva astrale per un grande Dio! E magari coinvolgere altri in questa sua inconsapevole follia!
È questa la pericolosità del rinnegare il Sapere tramandato dalla Tradizione.

Conclusioni.
Non ci sono profeti nel Satanismo, non ci sono eletti (o elette) in un Culto tanto indipendente come quello di Satana. Se proprio dovete prestare ascolto a qualcuno, fidatevi di chi nell’antichità non aveva la libertà di gridare “IO SONO SATANISTA!”. Fidatevi di chi in quel lontano passato non aveva nessuna fonte per paragonare quel sentire che tanto gli martellava nel petto… per poi trovarle, trovare quel collegamento che tra inchiostro e sangue è arrivato fino a noi.
Leggete! Leggete! Leggete! Leggete con la Mente! E vi garantiamo che troverete cose che vi cambieranno! Leggete, per dirne uno, del senso ultimo dell’Hypnerotomachia Poliphili nella magnifica anastatica reperibile in ogni libreria italiana, perdio! Leggetela! Non limitatevi alla storielle di una sera raccontate dal (pur apprezzabile) film di Polansky! Scacciate la cultura del fast food esoterico, dimenticate i pdf, scordatevi che in un proclama più o meno ricercato stilisticamente vi siano verità occulte. Spegnete i vostri cazzo di smartphone almeno per un’ora ed aprite il Sefer Yetzirah, o l’Introduzione del Gruppo di Ur, o la Turba philosophorum, o gli scritti Ermetici. I frammenti vanno scovati faticosamente in mezzo al maremagnum di Sapere che ci è stato lasciato da chi ha camminato prima di noi.
Solo e soltanto allora il vostro sentire potrà essere valutato – da voi stessi! – serenamente e onestamente e soltanto allora saprete scindere il grano dal loglio, saprete come e cosa avrete avvicinato e saprete quanto vi ha comunicato di veritiero e quanto no. Allora sarete persino più credibili. Perché sarete forti di un’armatura che avvolge spirito e intelletto e avrete il potenziale quantico della Gnosi che non conosce confine e che si espande e contrae ad apprendere e assimilare il Grande Arcano del Tutto per riversarlo nel cammino esperienziale di Vita. Il Solve et Coagula!
Sarete anche voi Androgini Danzanti di Possibilità!
E diffidate di chi sente a prescindere, di chi detesta il sapere, di chi vuol bruciare i libri, di chi non li mette mai in calce ad un proprio scritto, di chi detesta l’espansione della mente attraverso le massime scienze di Suono e Matematica, di chi si erge ad unico depositario di meravigliosi ed antichi segreti mai divulgati se non dai Pulcinella del momento, diffidate insomma di chi vuole ricacciare nell’ombra i pochi frammenti superstiti della Grande Verità.
Chi difende la propria pigrizia ha una sola ragione: il confronto con la realtà ed il dubbio delle proprie sensazioni.

Postilla.
Probabilmente questo articolo, se adeguatamente recepito, farà parlare. E ciò non ci dispiace affatto, stimolare il dibattito è una delle nostre mission. Ci piace però ricordare come nell’ultimo anno gli scriventi si siano avvicinati confrontandosi serenamente sui temi dell’esoterismo in generale e del Satanismo in particolare. E sapete che cosa si è detto di più nel rispondere l’uno all’altra? Si è detto “questo non lo sapevo” oppure “grazie per avermi indirizzato/consigliato questa cosa”. Perché il confronto, il dialogo, l’apprendimento, lo studio, la circolazione del Sapere sono i vessilli del Satanismo e ogni iniziando che voglia dirsi degno di tale rango non può e non deve ripudiare il Sapere né tanto meno deve pretendere di avere in sé verità per rivelazione o, peggio, per deplorevole abitudine al credere di sentire.

Marco Mörk Barsotti e Ahsife Oscura

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