Maqlû I – Introduzione generale e testo.

immagine 1Kišpū è la grande contraddizione. Approcciarsi alla letteratura e al mito dell’antica Mezzaluna Fertile significa incontrare, più e più volte, Kišpū. La stregoneria. Per estensione la Magia, le Arti Divinatorie. Purtroppo raccogliere documentazione su dette culture non significa raccogliere documentazione su Kišpū. Perché escludendo pochissimi casi non ci sono, nel panorama editoriale italiano, lavori espressamente dedicati alla magia nell’Antica Mesopotamia. I testi dedicati alla Magia e alla Divinazione si contano sulle dita: Pettinato con Angeli e Demoni a Babilonia e La Scrittura Celeste sono i due testi “più recenti” ed ovviamente fuori catalogo. Non è molto convincente Baigent, Il Cielo di Babilonia (2003). Il resto è celato tra le pagine di libri ormai irreperibili in gran parte e datati al periodo 1930/1990 tra cui spiccano il Furlani con Riti Babilonesi e Assiri, le opere del Castellino, la Mesopotamia del Bottéro e L’Impero Assiro del Fales. Non è molto incoraggiante per il lettore che voglia documentarsi seriamente.
Nelle mie ricerche ho raccolto una mole considerevole di documentazione e mi sono accorto di avere gli strumenti necessari per poter scrivere una breve introduzione all’argomento. E tuttavia una introduzione, seppur “breve”, comporterebbe la sistemazione di un ragguardevole numero di fonti e la stesura di una serie di articoli a dir poco chilometrici…
Ma c’è un altro scoglio, di importanza capitale, per il cultore della Magia e delle Civiltà Mesopotamiche del bel paese: la fruizione dei testi. Intendiamoci, i nostri assiriologi ne hanno tradotti tantissimi, ma tutti si trovano sparsi in un arco di tempo (e in un ventaglio di pubblicazioni) davvero troppo ampio. Escludendo opere davvero imponenti, come l’Enuma Anu ᵈEnlil con le su 70 e passa tavolette – parzialmente tradotto in uno studio del Verdermane anch’esso irreperibile – , il lettore anglosassone, quello francese, tedesco o statunitense hanno la possibilità di fruire di raccolte di testi dedicate alla Profezia (soprattutto i lavori di Simo Parpola), alla Divinazione, alla Demonologia e ai manuali di magia pratica, il Šurpu e il Maqlû.
Per fortuna dei miei lettori il Šurpu e il Maqlû ce li ho anche io… e ho anche la voglia di tradurli. Raffigurazione di AnzuAlmeno il Maqlû, per ora. Che è comunque un lavoro abbastanza impegnativo.
La fonte più ampia (e recente) sul Maqlû per il lettore italiano è Angeli e Demoni a Babilonia, di Pettinato (Milano, 2001). In questo studio l’Autore rende in traduzione integrale la prima tavoletta e alcuni frammenti delle altre. Mi servirò della traduzione del Pettinato confrontandola con quella del Castellino. La prima tavoletta è comunque quella più citata nella saggistica sulla Mesopotamia, per cui se il commento sarà stringato per le successive tavolette in questa prima non sarà dato. Questo mi permetterà di spendere due parole di introduzione sulla natura della serie Maqlû.
La serie è composta da nove tavolette incentrate su quella che l’occultista chiamerebbe “difesa magica” o “controfattura”, ovvero un atto magico-esorcistico mirato a neutralizzare l’azione nefasta di maghi (Kiššapu) e streghe (Kiššaptu), la già citata Kišpū, “l’azione degli stregoni”, la stregoneria. Pare che l’attuale redazione del corpus di incantesimi sia da datare al tempo di Assurbanipal (668-631 a.C.) ma che sia un rimaneggiamento di altre versioni precedenti. Confrontando le varie versioni si è potuto riconoscere due tradizioni manoscritte del Maqlû: una Ninivita, quella canonica, e una redatta ad Assur (meno definita nella struttura e con un numero inferiore di incantesimi). La serie, come detto, è composta da nove tavolette delle quali otto teoriche, con incantesimi, scongiuri e altre indicazioni, e una operativa con la descrizione del rituale da officiare per il conseguimento dello scopo dell’operatore. Scopo che, è bene ricordarlo, era profilattico in quanto si proponeva di proteggere dall’azione dei fattucchieri e delle fattucchiere la vittima o di guarirla dal maleficio. Nel testo tuttavia vi sono anche – in parte minore – altri tipi di incantesimi sempre legati all’universo della stregoneria.
Maqlû significa combustione, l’atto di bruciare. La fattura nell’antica Mesopotamia veniva operata dalla strega servendosi di un feticcio che poteva essere fatto in argilla, legno, bronzo (o altro materiale), e che agiva per effetto di Magia Simpatica, non diversamente dal moderno uso della dagida o delle bambolette vodoo. Lo scioglimento della fattura si otteneva mediante la distruzione del feticcio, il sostituto (Pûḫu o anche Andunanu, figura personale). La statuetta veniva caricata col male della vittima e quindi bruciata, da qui il nome della serie. Di vitale importanza era l’individuazione del mago/strega e la sua identificazione con la statuetta rituale caricata del male della vittima: il male, a rituale concluso, sarebbe tornato indietro al mittente…. In uno scongiuro ad Ištar per la liberazione di un affatturato la vittima dice che la propria effige caricata di malignità è stata seppellita in una tomba:
Non essermi ostile, sono turbato, sconvolto; come di uno percosso con un palo è [triste (?)] l’anima mia. L’opera che hai detto, cómpila, o Ištar. Sia esso un fattucchiero o una fattucchiera, tu lo conosci, io non lo conosco. Per mezzo di azione maliarda, malattia, mancanza di respiro (?), davanti a te hanno operato, hanno sepolto nella tomba la mia statua… le loro stregonerie (?) che han combinato, fa che siano contro di loro (?)”
Gli dei più ricordati nel Maqlû, ovviamente, sono quelli legati al fuoco ed alla luce: Girra, il Dio accadico del fuoco e Šamaš, il Sole. Ma vi troviamo anche Ea, Signore della Magia.
Il Maqlû si articola in tre sezioni principali; la prima (A, tavolette I-V) e il rituale della tavoletta IX, righe 1-98; la seconda (B, tavolette VI-VII/57) e il rituale della tavoletta IX, righe 99-149; e la terza (C, VII/58-VIII) con le righe da 150 fino alla conclusione della tavoletta IX. Le cerimonie rituali da officiare erano differenti a seconda delle sezioni cui erano legate. Il Maqlû si potrebbe dividere in tra grandi sezioni rituali che:
(A) si svolgevano all’aperto e principiavano con lo scongiuro gli Dei della notte. A tale evocazione seguiva l’atto di bruciare l’effige della strega o stregone e l’atto rituale di sciogliere dei nodi (in parallelo, anche questa volta, con un rituale conservato dalla nostra modernità).
(B) La cerimonia si svolgeva in camera da letto della vittima. Le effigi del mago/strega venivano avvolte nel fumo sprigionato dalla combustione di piante aromatiche. Dopodiché la stanza veniva protetta con amuleti e miscele, sempre ottenute da piante aromatiche, spalmate sugli accessi esterni alla stanza e sull’arredamento interno.
(C) la cerimonia si svolgeva all’alba; la vittima veniva lavata ritualmente sopra a delle immagini commestibili della strega o dello stregone. Tali immagini, bagnate dell’acqua che aveva “lavato via” il male dal paziente, ne assorbivano anche ogni energia negativa asportata dal corpo della vittima dall’acqua lustrale. Poi, rese commestibili, tali figure venivano gettate agli animali perché se ne cibassero. Infine, anche in questo caso, la casa del paziente veniva protetta con amuleti e talismani.
Una breve silloge del contenuto delle tavolette può essere così riassunta:
Tavoletta I; invocazione agli Dei della notte; presentazione delle statuette raffiguranti gli stregoni; purificazione del paziente con rami di tamarisco e di palma ed immersione rituale nell’acqua. Maledizioni contro i fattucchieri e proclamazione di vittoria sul loro operato. Breve presentazione dei tipi di streghe e stregoni e preghiera rituale a Girra
Tavoletta II. Scongiuri e rituali per sciogliere l’azione degli stregoni.
Tavoletta III. Descrizione dell’azione di streghe e stregoni e altri scongiuri per combatterli.
Tavoletta IV. Elenco di fatture e origine delle streghe.
Tavoletta V. Vi è descritto un particolare tipo di maleficio eseguito “all’ombra di un muro con la pula intrecciata”.
Tavoletta VI. Scongiuri e preghiere per ottenere l’aiuto di Divinità quali Enlil e Uraš.
Tavoletta VII. Purificazioni rituali e scongiuri con azione profilattica.
Tavoletta VIII. Strumenti e rituali adatti per compiere il rituale e loro purificazione.
Tavoletta IX. Nozioni operative.
Naturalmente le tavolette non sono tutte complete a dispetto del fatto che, osserva Pettinato, il Maqlû sia uno dei testi magici più completi che ci siano pervenuti dall’antica Mesopotamia. Il grande assiriologo osserva che la presenza di due Divinità legate al diritto, Šamaš (Dio del Sole) e Girra (Dio del Fuoco) nella serie Maqlû può spingerci – con qualche cautela – a considerare la serie come una delle opere più rilevanti anche dal punto di vista giuridico. Il diritto babilonese si occupò del problema della stregoneria che doveva essere molto diffusa. A tale proposito è bene ricordare come questa, nel Codice Hammurabi, fosse giudicata con l’ordalia dell’acqua:
Se un uomo accusa un altro di stregoneria senza provare la sua accusa, l’accusato vada al fiume e vi si immerga; se il fiume lo rapisce, l’accusatore avrà il suo patrimonio; ma se ne esce salvo, l’accusatore sia messo a morte e l’accusato prenda il suo patrimonio
Il ricorso all’ordalia dell’acqua implica il coinvolgimento di una forza antica, sovrannaturale e al di sopra delle parti, in quanto giusta, il Fiume. Non è diverso dal rituale del Maqlû dove lo scongiuratore chiama a testimoni della rettitudine della vittima gli stessi Dei.
Prima di rendere il testo della prima tavoletta mi piace sottolineare come nella teoria e pratica della fattura poco o niente sia mutato dai tempi dei Babilonesi ad oggi; e di per se questo giustificherebbe uno studio serio… Ma che ci volete fare troppa editoria segue i dettami del vaticano sacrificando studi antropologici e religiosi non graditi… Ad ogni modo i lettori interessati possono documentarsi attraverso la lettura de Il Grande Libro Magico delle Fatture e Contro-fatture di Pier Luca Pierini R. e l’agile (quanto introvabile) Le Fatture a Morte, di Fulvio Rendhell. Proprio da quest’ultimo traggo la descrizione della tecnica classica della fattura:
1) Raccolta delle testimonianze della vittima.
2) Raccolta delle testimonianze della persona richiedente la fattura.
3) Costruzione del simulacro magico e degli altri oggetti magici collaterali (elemento o strumento primario).
4) Unione delle due testimonianze sul simulacro per formare la cosiddetta “immagine inerte”.
5) Vitalizzazione dell’immagine inerte con la “testimonianza” del Mago che fa da veicolo necessario alle forze spirituali e vitalizia il simulacro.
6) Evocazione spirituale sul simulacro vitalizzato che forma quindi l’elemento (o strumento) primario della fattura.
7) Rituale magico periodico sull’elemento primario e creazione del “ciclo magico del fattura”. Cioè l’occultista deve fissare, attraverso un calcolo astrale, specie lunare i vari interventi che dovrà effettuare per mantenere viva e far evolvere l’azione del fattura in corso. Questo ciclo può anche essere denominato “calendario magico della fattura”. Al termine di un ciclo, se il procedere della fattura ha trovato ostacoli, si può ripetere il ciclo stesso anche per più volte, fino a risoluzione positiva della fattura stessa.
8) Infine abbiamo la fase dell’inseminazione dell’elemento primario. Cioè l’elemento primario costruito, vitalizzato e spiritualizzato, deve essere posto in un luogo naso sto perché possa procedere nella sua crescita, proprio come un seme che dei germogliare una volta piantato nella terra. infatti lo strumento primario deve anch’esso germogliare e dare i “frutti”. Ecco perché spesso l’elemento primario viene sotterrato (nel suolo e anche in un vaso) o viene gettato nell’acqua. In qualche caso di fattura a morte lo strumento viene sotterrato addirittura in un cimitero. Ma la fattura può essere fatta germogliare anche in altro modo, cioè posta vicino alla vittima che le cede così la propria energia, in particolari nascondigli della sua casa o molto vicina ad essa. Nei casi in cui operano dei Maestri, lo strumento primario viene posto su apposite lamine sì da nutrirlo con radiazioni cosmiche e con i fluidi del Mago stesso.
9) Infine durante la fase ciclica della fattura, e quindi della sua crescita, l’elemento primo dà i suoi frutti, e cioè i cosiddetti “elementi secondari” che, per opera occulta crescono e si formano lontano dall’elemento primario e precisamente nella sa della vittima, se non addirittura sui suoi abiti, o sul corpo sotto forma di segni particolari. Per lo più si trovano nell’interno dei cuscini, nei materassi, nei cassetti, negli abiti, nella terra dei vasi, sotto i letti o divani. Ma debbo chiarire che reperti di questo genere si possono trovare a volte in ogni luogo. Di solito i reperti più semplici sono costituiti da spaghi, fettucce, fili annoti, fiocchi di lana o crine, piume, stranamente avvolti e formanti figure varie. Alcune volte si formano anche oggetti molto più definiti, quali immagini di cera, rami secchi a forma di croce, fil di ferro piegati, spilli,’nastri, semi strani o sostanze dubbia natura, addirittura forbici, o qualsiasi altro oggetto anche molto complesso, bamboline, pezzi di stoffa ritagliati, capelli che avvolgono oggetti particolari me formanti un nido, uccelli morti e così via, insomma le cose più impensate e inquietanti che colpiscono subito l’attenzione del ricercatore. Si pensi che sono stati trovati dei capelli anche dentro la cassa di un orologio da polso. Gli effetti secondari che possono apparire sul corpo della vittima sono più rari. Questi sono costituiti macchie rossastre o striature, profili di strane figure, o a volte piccoli punti ,oscuri, o altri segni di vario tipo. Questi segni possono apparire in ogni parte del corpo e nei casi più gravi la loro ricerca e localizzazione è molto importante (Rendhell, Le Fatture a Morte, Mastrogiacomo-images70, 1978).
Non è cambiata poi molto, nelle sue linee generali, dall’antica Babilonia.
Di seguito rendo in traduzione la prima tavoletta del Maqlû. Le successive saranno postate nei prossimi mesi (comunque, data la mole di lavoro di traduzione, senza una cadenza fissa e in alternanza ad altri contenuti del blog…).

Maqlû
Tavoletta I

Scongiuro. Mi sono rivolto a voi Dei della notte,
con voi invoco la notte, la sposa discreta.
Io invoco il crepuscolo serale, la mezzanotte e l’alba mattutina,
perché la strega mi ha stregato,
perché l’incubo mi ha legato,
mio Dio e mia Dea, allontanateli da me,
perché da quando mi ha preso di mira mi sono ammalato,
non ho pace né giorno né notte.
Con un nodo magico hanno riempito la mia bocca,
con la farina hanno intasato la mia bocca,
la mia saliva è diminuita.
Il mio giubilo è lamento, la mia allegria tristezza!
Siate presenti voi, grandi Dei, ascoltate la mia prece!
Datemi ragione in giudizio, esaminate il mio percorso di vita!
Io ho modellato la statuetta del mio mago e della mia maga,
del mio incantatore e della mia incantatrice;
l’ho posta ai vostri piedi e vi espongo la mia ragione,
poiché hanno commesso cattiverie e mirato alla malvagità;
che essa muoia, che io invece viva!
La vostra magia, le vostre esternazioni e le vostre stregonerie siano annullate!
Il tamarisco mi pulisca, quello che è cresciuto sulle cime più alte!
La palma da dattero mi sciolga, quella che tutto il vento mi porta!
L’erba mi renda lucente, quella che rende verde la terra!
La pigna mi assolva, quella che è piena di semi!
Di fronte a voi sono diventato chiaro come l’erba,
sono diventato trasparente, puro come la lavanda.
Lo scongiuro della maga è maligno:
la vostra parola nella vostra bocca è tornata indietro.
Sopra la vostra magia possano abbattersi gli dei della notte!
Tre guardiani della notte possano annientare le vostre cattiverie!
La vostra bocca sia sego, la vostra lingua sia sale.
Coloro che le formule cattive hanno detto contro me, come sego si sciolgano!
Ha fatto la magia, sia sciolta come sale!
I vostri nodi siano slegati, i vostri intrighi annullati,
tutte le vostre parole riempiano la steppa
in seguito agli ordini che hanno dato gli dei della notte.

Scongiuro.
Scongiuro. Terra, terra, sia terra.
Gilgameš, il signore della vostra giurisdizione:
quello che voi avete stregato io lo so
ma quello che io ho stregato voi non lo sapete.
Quello che anche le mie maghe hanno stregato è confuso, non ha legami.
Scongiuro!

Scongiuro.
La mia città Zabban, la mia città Zabban ha due porte,
una verso ovest e una verso est,
una verso l’uscita del sole e la seconda dove tramonta.
Io innalzo fiori della pianta-maštakal,
agli Dei del cielo porto l’acqua. Così come io pulisco voi,
io purifico me stesso!
Scongiuro!

Scongiuro.
Io ho barricato il passaggio, ho chiuso la porta,
ho trattenuto la magia di tutte le terre.
Anu e Antu mi hanno mandato.
Chi devo mandare io a Belet-seri?
“Nella bocca del mio mago e della mia maga metti un bavaglio!
Getta gli scongiuri del saggio tra gli Dei, Marduk.”
Loro dovranno chiamarti, ma tu non rispondere loro!
Loro dovranno parlarti, ma tu non ascoltarli!
Io ti chiamo, parlami!
Ti chiamo ascoltami;
per la parola di Anu, Antu e Belet-seri. Scongiuro.

Scongiuro.
Io sono mandato, io vado; ho ricevuto un ordine, io vado.
Contro il mio mago e la mia maga Asalluḫi, il signore dell’arte dell’esorcismo mi ha mandato:
Fate attenzione a quello che c’è in cielo e a quello che c’è in terra!
(Fate attenzione) a quello che c’è nel fiume e a quello che c’è sulla terraferma:
ascoltate la sua parola!
[ … ] …, non andare,
l’immagine del bastone di Martu è rotta; tu non puoi andare!
Essa stia nella via della figlia dei grandi dei!
Fino a che parlo il linguaggio del mio mago e della mia maga,
lo scioglieranno l’agnello e il montone.
Le sue parole saranno cancellate, ma le mie no!
La parola che io pronunzio non verrà ostacolata dalla vostra!
Per ordine di Asalluḫi, signore degli incantesimi. Scongiuro!

Scongiuro.
Nusku le figure dei miei stregoni,
le figure della mia strega,
le figure del mio mago e della mia maga,
le figure del mio fattucchiere e della mia fattucchiera,
le figure del mio incantatore e della mia incantatrice,
le figure del mio avvelenatore e della mia avvelenatrice,
le figure dei miei oppositori e delle mie oppositrici,
le figure dei miei nemici e delle mie nemiche,
le figure dei miei inseguitori e delle mie inseguitrici,
le figure dei miei contendenti in giudizio e delle mie contendenti,
le figure dei miei calunniatori e delle mie calunniatrici,
le figure dei miei truffatori e delle mie truffatrici,
le figure dei miei progettisti e delle mie progettiste,
le figure dei miei maligni e delle mie maligne,
giudice Nusku tu le conosci, io non le conosco:
le magie, le stregoneria, gli spettri, i maligni,
sortilegi, ribellione, amore, odio,
ingiustizie, delitti, silenzi,
cambiamento di sentimenti, ardere del viso, pazzia,
tutto ciò che esiste, tutto ciò che hanno procurato, sia procurato a loro;
questi sono loro, queste sono le loro figure:
poiché essi non sono presenti, io innalzo le loro figure.
Tu Nusku giudice, tu che catturi i cattivi e i nemici,
prendili affinché ionon vada a fondo!
Coloro che hanno modellato le mie figure,
la mia immagine hanno imitata
coloro che mi hanno afferrato il volto, stretto la gola,
il mio petto schiacciato, la mia schiena piegata,
le mie braccia indebolite, la mia vitalità portata via,
il cuore degli dei con me fatto adirare, le mie forze indebolite,
la forza delle mie braccia scossa via, le mie ginocchia legate,
mi hanno riempito di paralisi e di debolezza,
mi lasciarono mangiare cibo stregato,
mi lasciarono bere acqua stregata,
mi lavarono con acqua sporca,
mi unsero con unguento di erba cattiva,
mi scambiarono per un morto,
misero nella mia tomba dell’acqua santa,
Dio, Re, signori e capi con me adirati:
Tu, Dio del fuoco che brucia le maghe e i maghi,
tu che distruggi i cattivi germogli delle maghe e dei maghi,
quello che porta in rovina i cattivi sei tu.
Io ti ho chiamato; come Šamaš, il giudice,
dammi ragione, vieni incontro alla mia decisione!
Brucia i maghi e le maghe!
Mangia i miei nemici e le mie nemiche!
La tua acqua turbinante possa afferrarli!
Come l’acqua di un otre (attraverso un getto)
essi possano vedere la fine!
Come a una scultura, siano le loro dita tagliate!
Per il tuo ordine superiore che non si può evitare,
e la tua promessa fedele che non si può evitare! Scongiuro.

Scongiuro.
Eccelso Nusku, germoglio di Anu,
immagine del padre, primogenito di Enlil,
germoglio dell’oceano, nato dal signore dei cieli e della terra,
ti ho acceso la fiaccola, ti ha illuminato,
il mago che mi ha affascinato:
con la stessa magia con la quale mi ha incantato affascinalo tu!
La maga che mi ha affascinato:
con la stessa magia con la quale mi ha incantato affascinala tu!
Lo stregone il quale mi ha stregato:
con la stregoneria con la quale mi ha stregato stregalo tu!
La strega la quale mi ha stregato:
con la stregoneria con la quale mi ha stregato stregala tu!
Le stregonerie con cui mi hanno stregato:
con le stregonerie con le quali mi hanno stregato stregali tu!
La figura che rappresenta la mia figura finita,
la mia forma hanno modellato,
hanno preso la mia saliva, i miei capelli,
mi hanno tagliato l’orlo dell’abito
e mi hanno tolto la terra da sotto i piedi quando camminavo:
che il Dio del fuoco possa sciogliere! Scongiuro.

Scongiuro.
Io innalzo la fiaccola e incendio le figure
dell’Utukku, dello Šedu e dello spirito dei morti,
di Lamašu, di Labasu e di Aḫḫazu,
dell’uomo della notte, della donna della notte
e di tutto il male che colpisce gli uomini.
Sciolto, distrutto e dissolto!
Che il vostro fumo salga al cielo!
Che il sole spenga l’incandescenza della cenere!
Che possa essere scacciata la vostra spia dal figlio di Ea, lo scongiuratore!
Scongiuro!

Scongiuro.
Eccelso Nusku consigliere dei grandi dei!

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