Occultus Dark Festival. Impressioni e recensione.

Non farlo amico che aneli seguire i passi del Sapiente… Non farlo, non salire fino a Sermoneta. Potrebbe stregati la bianca pietra quando riflette il sole. Potrebbe inebriarti l’aria di un mondo genuino che credevi perduto… Potresti – infine – avere la ventura di giungere ad una romita chiesetta… Quivi potresti essere accolto da strani individui che destan sospetto: non è la “sana” gente avvelenata dal logorante rumore della chiassosa città… É gente da cui stare alla larga! I frequentatori di questo luogo ameno hanno sogni (veri!), hanno ambizioni. Hanno un enorme spessore umano e culturale. E, cosa ancor più incredibile, sanno donare sorrisi e abbracci sinceri! Forse potrebbero addirittura amare la vita… Rifuggili!
Perditi pure tra la perduta umanità, amico che brami il sapere esoterico. Gusta la genuina ospitalità di queste persone e attingi dal loro pozzo di scienza perduta… Ma non dire che non ti avevo avvertito!

È così, credo, che posso riassumere la tre giorni del festival di Sermoneta: chi è salito fino al borgo ha trovato un festival che oltre alla ricca offerta di nomi e artigianato ha portato coesione, amicizia, confronto sincero su tanti temi, senso di comunità, e tanto divertimento. Ho sentito molte persone raccontare di come spesso non partecipino ad eventi di questo tipo ma “questa volta c’era qualcosa che mi ha spinto a salire fin qui“.
Sarà che io sono stato benissimo tutti e tre i giorni ma non posso evitare di pensare che chiunque sia salito fino a Sermoneta lo ha fatto animato da genuina voglia di interazione, crescita e confronto. Non c’era spazio per i voltagabbana, questa era una cosa seria!

Nella chiesa dell’Ostello di San Nicola ho tenuto una piccola conferenza pure io, ne parlerò a tempo debito. Ci sono cose molto importanti da dire su Sermoneta. Importantissime. A cominciare della presenza dei maestri Fulvio Rendhell e Pasquale Battista. E mi piace partire da questi due giganti dell’esoterismo italiano perché ascoltando la conferenza di Rendhell e avendo avuto la fortuna di poter parlare con Pasquale Battista ho, credo, colto il fine ultimo dell’incontro di Sermoneta. Fine che si può riassumere in tre concetti: scienza magica, comunità e sperimentazione.
La scienza magica è quella cui è stata ritagliata una gran fetta di tempo, dalle conferenze ai confronti tra singoli. Si badi bene che parlo di scienza magica perché per scelta (condivisa!) dei suoi organizzatori l’Occultus Dark Festival doveva – e c’è ampiamente riuscito – toccare temi concreti, doveva mostrare il lato più vero e tangibile, appunto quasi scientifico, della filosofia occulta. Doveva essere un’esperienza veramente degna del titolo di Occulto. Ma si è fatto di più. Le basi della magia spiegate da Rendhell, le parole sulle origini del pensiero magico che ho potuto scambiare col Maestro Pasquale Battista, i mille confronti con i partecipanti a proposito di libri e nozioni operative mi hanno fatto toccare con mano il senso delle parole scienza magica, una scienza terrena e stellare al tempo stesso, che attinge al patrimonio tradizionale ma si proietta, certa del suo valore, nel domani. A Sermoneta c’era la Magia.
E la magia era anche quella della comunità. Dismessi gli abiti cerimoniali ci si scopriva l’uno fraternamente legato all’altro. Ne sono sortiti momenti indimenticabili. Risa, battute, cene, motteggi, bevute di idromele, goliardate e tanto divertimento si sono alternate a confronti, confessioni, racconti e qualsiasi altra cosa possa arricchire. Anche questo è stata Sermoneta: una grande fucina di talenti dove ognuno forgiava la propria esperienza o affinava il proprio talento in un mutuo – e continuo – momento di interazione tra scuole e stili di vita differenti; satanisti, pagani, streghe, medium… chiunque metteva il proprio bagaglio formativo a beneficio dell’intera comunità senza timore di essere mal visto o frainteso e col disegno di apprendere e insegnare al contempo.
Questo porta al terzo protagonista dell’intero festival: la sperimentazione. Su questo posso dire e non dire ma ciò che ho visto tra le mura dell’Ostello supera qualsiasi immaginazione. E per nostra fortuna tutto è documentato dall’eccezionale e professionale team dell’Italian Paranormal Research capitanati dallo straordinario Carmelo. Oltre ciò che il loro canale Youtube mostrerà ci sono state un oceano di esperienze intime e toccanti, e più di una persona mi ha toccato a motivo della sua potente e incontestabile capacità di scrutare nel mio animo più profondo oltre che nel tempo passato, presente e persino, a questo punto non ho motivo di dubitarne, nel futuro.

A conti fatti l’Occultus Dark Festival è stato un trionfo. Con la sua straordinaria galleria di Anime Nobili, limpide e schiettamente genuine, con tanti amici incontrati per la prima volta e tanti ritrovati, con i suoi colorati e allettanti stands, ricchi di suggestione e mistero, con la gentile e puntuale signorilità di Alessio Sanniti, tra gli organizzatori dell’evento, un ragazzo geniale, autentico, sincero! Il trionfo di una comunità legata ad un modo certamente più autentico di percepire la dimensione spirituale dell’esistenza che ha gridato a gran voce la sua ricchezza.

Durante la manifestazione il Maestro Fulvio Rendhell ha presentato la nuova edizione del suo celebre libro su Lilith. Lo recensirò prossimamente.
Voglio ringraziare Giovanna, straordinaria e bellissima, venuta fin dalla Sicilia per conoscermi. Sei speciale amica mia.

Mi pare di aver detto tutto. Oppure no? Forse…

Incedi pacata e sembri la quiete, negli occhi lo sguardo é quello giusto e sereno della Dama con l’Ermellino del Da Vinci. Ma la scorza è quella delle Dame di Christine de Pizan… c’è luce ad avvolgerti ma si percepisce, al tuo fianco, il sacro dell’abisso oscuro da cui leva ogni sapere. Ti muovi e succede, mentre il tutto corre, tra banchi, magisti e sapienti, di incrociare il queto pallore di te, avvolto dei lunghi capelli e dipinto dei grandi occhi. Allora si tace come rapiti da esperienza estatica. Piccola come un gioiello e come tale sapientemente raffinata per mano di un artigiano superiore a questo mondo. Sei puro trionfare della grande bellezza che in ogni dove permane. Sei come la visione del mistico. Come il rullo del tamburo sciamanico quando romba battendo il ritmo di Madre Terra e chiama a se ogni viaggiatore di altrove ad indicare la Via. Dove si racconta della Regalità, dove si contempla l’effigie santa di Giustizia, là si parla di te. Dove si accede alla gnosi ti si ravvede quieta ad attenderci quale ἀγαθός δαίμων vestito di Sapienza, con tempra di fuoco e grazia pari a quella di un antico Nume. Sei Filosofia quando consola Boezio. Sei Beatrice che guida Dante! E nei tuoi occhi è scritto il Sole. Con  la tua sincera dolcezza. Con la consapevolezza che anche chi, come te, potrebbe dirsi Tre Volte Grande, deve saper tenere in fondo al cuore il tesoro più dolce, quel sapere onesto, completo, grande, potere mai ostentato, mai verboso, mai assertivo e definitivo. Ma sempre pronto a donarsi e donare, mettersi in gioco e insegnare per il mutuo scambio di esperienza e l’arricchimento reciproco.
Sermoneta se mai è trionfo lo è primariamente grazie a te, Ahsife Oscura.

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