Piccola antologia di incantesimi

“Qui non se canta al modo del poeta, che finge, imaginando cose vane” e quando si scrive si deve essere corretti e rigorosi. A maggior ragione se si divulga qualcosa servendosi di lavori altrui (io l’etica ce l’ho…). Per questo motivo avevo fermato la circolazione della rivista telematica proposta mesi fa. Tra il libro, il blog, i testi da tradurre, le mille cose da fare… Confesso che era un dramma rientrare nei tempi. Inoltre la periodicità della rivista rendeva vano il disclaimer del blog che parla di nessuna periodicità di aggiornamento.  Alcune persone si sono rammaricate di questa scelta. Ho pensato quindi di dare di nuovo la possibilità di fruire dei contenuti pubblicati a suo tempo nel numero due, quello che riscosse maggior successo, una piccola storia degli incantesimi. Per i volonterosi in spoiler ho riportato anche le due ampie voci dell’Enciclopedia delle Religioni diretta da Eliade.

Piccola antologia di incantesimi dall’antichità al XX secolo.

Babilonia.

Incantesimo contro l’impotenza. Intreccio insieme un filo di lana rossa e un filo di lana bianca, metto uno specchio e una conocchia nelle mani del paziente. Costui passerà sotto la porta; mentre esce dalla porta io gli prenderò di mano specchio e conocchia e gli darò arco e frecce. Nel fare ciò dirò: “Ecco, io ti ho tolto la femminilità e ti ho conferito la mascolinità! Hai gettato via il comportamento femminile. mostra ora il comportamento maschile!”1

Scongiuro per calmare un bambino. Bimbo, che abitavi nella casa buia, tu sei venuto fuori, hai veduto la luca del sole! Perché ora piangi? Perché gridi? Perché non hai pianto là! Il Dio della casa hai disturbato, il Kusarikku è sveglio: “Chi mi ha disturbato? Chi mi ha svegliato?” Il bimbo ti ha disturbato, il bimbo ti ha impaurito. Così come su un bevitore, così come su un frequentatore di bettole, possa il sonno cadere su di esso. Scongiuro per calmare un bimbo.2

Egitto.

Incantesimo per inviare un sogno. O Venerato, appellati al cielo! Parla alla Duat (l’oltretomba)! Fa’ cessare che Osiri dorma con la testa separata da sé stesso, finché sia fatto venire uno spirito potente che non dorma di notte e incomba sopra a (Nome) nella forma del Dio Grande di cuore e che gli parli dicendo: “Alzati è fa’ (la tale cosa) per la richiesta d’oracolo (del tale) Fa’ tutto quello che desidera! Vieni da me, o spirito Divino che Anubi ha mandato per (intenzione), dicendo: Esegui tutte le domande oracolari che (nome) desidera. Nel caso tu non lo faccia, o nobile Spirito, non sarà permesso alla tua anima di volare in cielo”. Il giorno 25 del quarto mese della stagione Akhet, fino all’alba del giorno 26 (la festa di Sokari), quando si svegliano gli spiriti eccellenti.
Recitare sopra uno sciacallo di argilla pulita, (raffigurato) sdraiato, col corpo impastato di latte e di liquame di sciacallo imbalsamato e con (il disegno dell’occhio) Ugiat sulla zampa. Scrivi le tue formule su un papiro nuovo e mettilo nella bocca dello sciacallo e lascia (la statuina dello) sciacallo sopra una lucerna di bronzo con un manico. Accendila e recitaci sopra le formule di notte, toccando terra coi piedi (cioè senza sandali, toccando direttamente la terra coi piedi).3

Libro dei Morti. Formula perché il defunto non sia morso dal serpente cobra nell’aldilà. O cobra! Io sono la fiamma (uréo) che brilla sulla fronte del Signore dei milioni di anni, lo stendardo delle piante verdi. Tienti lontano da me, perché io sono Mefedet (Dea rappresentata sotto forma di felino, o forse una genetta mangusta, animale nemico dei serpenti).4

India.

Atharvaveda (Per far innamorare un uomo) (VI, 130)
1) Questo è l’amore delle Apsaras, ammaliatrici tra le ammaliatrici. O Déi infondetegli amore: che (nome) arda d’amore per me;
2) Questa è la mia preghiera: che (nome) mi ami. O Déi infondetegli amore: che (nome) arda d’amore per me;
3) Affinché (nome) ami me, ma io mai lui, o Déi infondetegli amore: che (nome) arda d’amore per me;
4) rendetelo pazzo d’amore, o Marut. Rendilo pazzo d’amore o Atmosfera. Rendilo pazzo d’amore tu, o Agni. Che (nome) arda d’amore per me;
(VI, 131)
1) Dalla testa ai piedi ti pervado di desiderio. O Déi infondetegli amore: che (nome) arda d’amore per me;
2) O consenso (Anumati) acconsenti a ciò: o Desiderio, approva la sua sottomissione a me. O Déi infondetegli amore: che (nome) arda d’amore per me;
3) Anche se correrai lontano per tre yojana (circa 9 miglia), per cinque yojana, quanti in un giorno può farne un cavallo, di la tu ritornerai, tu sarai il padre dei nostri figli.
(VI, 132)
1) L’amore che gli Déi riversarono dentro le acque, che divampa insieme col desiderio, questo io accendo in te, per ordine di Varuṇa.
2) L’amore che tutti gli Déi riversarono dentro le acque, che divampa insieme col desiderio, questo io accendo in te, per ordine di Varuṇa.
3) L’amore che Indrāṇī riversò dentro le acque, che divampa insieme col desiderio, questo io accendo in te, per ordine di Varuṇa.
4) L’amore che Indra e Agni riversarono dentro le acque, che divampa insieme col desiderio, questo io accendo in te, per ordine di Varuṇa.
5) L’amore che Mitra e Varuṇa riversarono dentro le acque, che divampa insieme col desiderio, questo io accendo in te, per ordine di Varuṇa.
(VII, 38[37])
1) Ti avvolgo con la mia veste creata da Manu perché tu sia solo mio e tu non ti metta a parlare con le altre donne.

Papiri Magici Greci.

Filtro d’amore miracoloso. Con cera (o argilla) che ti sarai procurato dalla ruota di un vasaio plasma due figure, una maschile e una femminile. Forgia la figura maschile a forma di Ares armato che brandisce con la mano sinistra una spada puntata alla regione sottoclavicolare destra della figura femminile; la donna terrà le braccia dietro la schiena e sarà inginocchiata. Attaccherai il materiale magico alla testa o al collo. Sul capo della statuetta che rappresenta la donna che vuoi sedurre scrivi: ÏSEĒ IAŌ ITHI OUNE BRIDŌ LŌTIŌN NEBOUTOSQUALĒTH, sull’orecchio destro: OUER MĒCHAN, sul sinistro: LIBABA ŌÏMATHOTHO, sulla zona oculare: AMOUNABREŌ, sull’occhio destro: ŌRORMOTHIO, sull’altro: CHOBOUE, sulla clavicola destra: ADETA MEROU, sul braccio destro: ENE PSA ENESGAPH, sull’altro: MELCHIOU MELCHIEDIA, sulle mani: MELCHAMELCHOU AĒL; sul petto scrivi il nome della donna che vuoi sedurre e il nome di sua madre, sul cuore: BALAMIN THŌOUTH, sull’addome: AOBĒS AŌBAR, sugli organi sessuali: BLICHIANEOI OUŌÏA, sulle natiche: PISSADARA, sulla pianta del piede destro: ELŌ, sull’altro: ELŌAIOE. Prendi tredici aghi di ferro e mentre ne conficchi uno nel cervello pronuncia: “Infilzo il tuo cervello, o [nome della donna]”. Infila due aghi nelle orecchie, due negli occhi, uno nella bocca, due negli ipocondri, uno nelle mani, due nei genitali, due nelle piante dei piedi e ogni volta ripeti: “Infilzo questa parte di [nome della donna], perché il suo pensiero non si rivolga a nessun altro, ma solo a me [nome]”. Prendi una lamina di piombo, incidi su di essa la stessa formula, recitala e lega la lamina alle due statuette con un filo di telaio con trecentosessantacinque nodi, pronunciando la formula che conosci: “Afferra, Abrasax”. Al tramonto deponi il tutto presso la tomba di un individuo morto di morte prematura o di morte violenta, ponendovi accanto anche fiori di stagione. La formula che deve essere scritta e pronunciata:
“A voi affido questo groviglio di nodi, o dei sotterranei YESE. MIGADŌN, e a Core Persefone Ereschigal, e ad Adone Barbaritha, ad Ermes sotterraneo Thouth PHŌKENTAZEPSEU AERCHTATHOU MISONKTAI KALBANACHAMBRĒ e al potente Anubi PSIRINTH che tiene le chiavi del regno di Ade, agli dèi e ai demoni sotterranei, a uomini e donne morti prematuramente, a giovani uomini e a giovani donne, anno dopo anno, mese dopo mese, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Scongiuro tutti i demoni di questo luogo di assistere questo demone. In mio aiuto svegliati, chiunque tu sia, sia tu maschio o sia tu femmina, e insinuati in ogni luogo, in ogni strada, in ogni casa, guida e costringi: guida [nome della donna], la figlia di [nome], di cui tu hai il materiale magico, e falla innamorare di me [nome], figlio di [nome della madre]. Che [nome della donna] non consenta né subisca unioni carnali, né tragga piacere con altro uomo, ad eccezione di me solo [nome]. Che [nome della donna] non possa né bere né mangiare, né amare, né essere forte, né essere sana; che [nome della donna] non trovi sonno senza di me [nome], perché io ti scongiuro in nome di colui temibile e spaventoso, il cui nome pronunciato farà squarciare la terra, il cui terrificante nome pronunciato terrorizzerà i demoni, il cui nome pronunciato provocherà esplosioni di fiumi e di rocce. Ti supplico, o demone dei morti, sia tu maschio o sia tu femmina, in nome di Barbaritha CHENMBRA BAROUCHAMBRA e in nome di ABRAT Abrasax SESENGEN BARAPHARAGGĒS e in nome di AŌIA MARI glorioso e in nome di MARMAREŌTH MARMA · RAUŌTH MARMARAŌTH MARECHTHANA AMARZA · MAMBEŌTH”; o demone dei morti, non fingere di non sentire i miei richiami e i nomi, ma solo svegliati dal torpore che ti trattiene, chiunque tu sia, sia tu maschio o sia tu femmina, e insinuati in ogni luogo, in ogni strada, in ogni casa, e portami [nome della donna], distoglila da cibo e bevanda, e non permettere che [nome della donna] conosca altro uomo e ne tragga piacere – nemmeno suo marito – ad eccezione di me solo, [nome]; trascina [nome della donna] per i capelli, per le viscere, per la vagina verso di me [nome], ogni ora dell’eternità, notte e giorno, finché lei venga a me [nome] e lei [nome] rimanga inseparabile da me. Agisci, uniscila a me per tutto A tempo della mia vita e obbliga [nome della donna] ad essere schiava di me [nome], e non si distacchi da me per una sola ora dell’eternità. Se esaudirai questo mio desiderio, ti lascerò subito in pace. Perché io sono Adonai Barbar, colui che nasconde le stelle, colui che governa il cielo con brillante splendore, il signore del mondo ATHTHOUÏN ÏATHOUÏN SELBIOUŌTH, Aoth SARBATHIOUTH IATHTHIERATH, Adonai ÏA ROURA BIA BI BIOTHE ATHŌTH Sabaoth ĒA NIAPHA AMARACHTHI · SATAMA · ZAUATHTHEIĒ SERPHŌ ÏALADA ÏALĒ SBĒSI · IATHTHA · MARADTHA – ACHILTHTHEE CHOŌŌ ŌĒ ĒACHŌ · KANSAOSA · ALKMOURI · THUR · THAŌOSSIECHĒ; io sono Thot OSŌMAI. Guida, costringi [nome della donna] ad apprezzare, amare e desiderare [nome a piacere], poiché ti scongiuro, o demone dei morti, in nome del terribile, grande ÏAEŌ BAPHRENEMOUN OTHI LARIKRIPHIA EUEAÏ PHIRKIRALITHON YOMEN ER PHABŌEAI, guida [nome della donna] a me; che accosti testa a testa, unisca labbra a labbra, accosti ventre a ventre, avvicini coscia a coscia, congiunga sesso a sesso e soddisfi i suoi appetiti d’amore [nome della donna] con me [nome] per tutto il tempo dell’eternità”.6

Roma.

Tabellæ defixionum
Per scoprire un ladro. Dea di Atace, Proserpina Turrita, ti prego, ti supplico, ti scongiuro per la tua grande potenza di concedermi vendetta per ciò che mi è stato rubato; chiunque mi abbia sottratto, rubato, decurtato le sostanze che sono scritte di seguito; sei tuniche […] due mantelli di lino, una sopraveste di cui (icv […] m […] ignoro […]) conducilo a una morte terribile.7

Fattura d’amore. Io ti imploro […] per il gran dio che è Anteros e per colui il quale porta uno sparviero sul capo e per le sette stelle, che dal momento in cui questo (carme) è stato composto, non dorma Sestilio, figlio di Dionisia, e arda pazzo d’amore, non dorma, né sieda, né parli, ma abbia in mente me, Settimia, figlia di Amena, arda pazzo d’amore e desiderio per me, bruci l’anima e il cuore di Sestilio, figlio di Dionisia, per l’amore e il desiderio di me, Settimia, figlia di Amena. Tu invece […] (fai in modo che) il sonno non colga Sestilio, figlio di Dionisia, ma per l’amore e il desiderio di me bruci il suo spirito e arda il suo corpo, tutte le membra di tutto il corpo di Sestilio, figlio di Dionisia. In caso contrario, scenderò nell’Antro di Osiride e distruggerò τήν ταῤηυ e farò in modo che un fulmine lo colpisca. Io infatti sono decano della grande dea Acrammacala.8

Maledizione su tavoletta plumbea. (A) O Dee Mute Tacite, fate che Quarto diventi muto, vaghi impazzito come un topo in fuga o come un uccello di fronte al basilisco, che la sua bocca sia muta, o Mute! Che le Dee Mute siano funeste, che le Dee Mute siano tacite (=lo rendano muto), o Dee Mute! Che Quarto impazzisca.
(B) Fate che Quarto sia travolto dalle Erninni e se ne vada all’Inferno, che le Dee Mute tacite, che le Dee Mute tacite, lo accolgano alle Porte Auree.9

Nord Europa.

Parole per placare gli esseri malvagi. Calmati ora Cerbero d’Hiisi, placati, mastino di Manala, esci dal mio grembo, farabutto, orrore della terra, dal mio fegato, smettila di divorarmi il cuore, di consumare la mia milza, di stritolarmi gli intestini, di torcermi i polmoni, di rodermi l’ombelico, di aggrapparti alle budella, di straziare la spina dorsale, di sferzarmi sui fianchi.10

Medioevo.

Matteuccia di Francesco.
Incantesimo per allontanare le malattie personificate in fantasmi. Omne male percussiccio, omne male stravalcaticcio, omne male fantasmaticcio, deccho el tolga, et la terra la recoglia, et non noccia a cristiano.11

Incantesimi per recarsi al sabba. (Prima di prendere l’unguento) Io te piglio nel nome del peccato, et del dimonio maiure, che non possa mai appicciare più.
(Per volare al sabba) Unguento, unguento, mandame ala noce de Benevento, supra acqua et supra ad vento, et supra ad omne maltempo.
(Chiamata di Lucifero) O Lucibello, demonio dello inferno, perché sbandito fosti, el nome cagnasti, et ay nome Lucifero maiure, vieni ad me o manda un tuo servitore.12

1500/1700.

Ut aliquis fatear in somnio. Scribe ista verba: ALECHA – ALECHER – ALECHIR – ARCHILEI – ARCHILY – LAMAZABATTANI, et da ei ad comedendum. Probatum.13

Ad essere amato da ogne persona. Scrive questi carattoli in carta virgine et portali con te: h-ha-e-eo-v-e-g. Probatum 14

Si vis habere spiritum familiare cum te alloquntur. Scrivi Confitemini duo + et invocate nominem eius; legi istum psalmun omni mane semel, et in nocte veniet tibi in somniun, istud probavit.15

Incantesimo d’amore. “Anco mi imparò che scrivendo le sottoscritte parole sopra del braccio sinistro, et addormenatoci sopra lo hoperava che quella tale persona si voleva far consumare in amore tuo scritta dentro delle dette si consumava, et sono IAFEUT, IUFAEL, ASTAROT, BELZEBUE, SATANAS, PRINCIPE DEMONIORUM, convoco et invoco quali corrupere faciatis in amorem meu de tale ut adimopleat voluntate mea”.16

XIX secolo.

Aradia, il Vangelo delle streghe. Invocazione ad Aradia. Aradia, Aradia mia, tu che sei figlia del peggiore, che si trova nell’Inferno, che dal Paradiso fu discacciato, e con una sorella ti ha creato. Ma tua madre pentita del suo fallo, ha voluto fare di te uno spirito, uno spirito benigno. E non maligno.
Aradia, Aradia! Tanto ti prego, per l’amore che porti a tua madre, e a l’amor tuo che tanto ami. Ti prego di farmi la grazia, la grazia che ti chiedo. Serpe strisciare! Lucciola volare! E rana cantare! Se questa grazia non mi farai, desidero che tu non possa avere, avere più pace e né bene. E che da lontano tu debba scomodarti, e a me raccomandarti, che ti liberi e tu possa tornar presto al tuo destino.17

XX secolo.

Neo Stregoneria – Canto protettivo. Visualizzate un triplo cerchio di luce color porpora, attorno al vostro corpo, mentre cantate: “Sono protetto dalla Tua energia, giorno e notte, Grande Dea”.
Un altro dello stesso tipo. Visualizzate un triplo cerchio e cantate: “tre volte dal Cerchio confinato, il male nella terra è affondato”.18

AA. VV. Enciclopedia delle religioni diretta da Mircea Eliade. Edizione tematica Europea. Voce: Formule Magiche

AA. VV. Enciclopedia delle religioni diretta da Mircea Eliade. Edizione tematica Europea. Voce: Incantesimo

[1]Mario Liverani, La concezione dell’Universo, in L’alba della Civiltà. Società, economia e pensiero nel Vicino oriente Antico, a cura di Sabatino Moscati, Utet, Torino, 1976; Vol. 3 p.487

[2]Giovanni Pettinato, Angeli e demoni a Babilonia, Mondadori, Milano, 2003, p. 291

[3]Edda Bresciani, Testi religiosi dell’Antico Egitto, Mondadori, Milano, 2001, p. 310

[4]Edda Bresciani, Testi religiosi dell’Antico Egitto, Mondadori, Milano, 2001, p. 536

[5]Atharvaveda, inni magici, a cura di Chatia Orlandi e Saverio Sani, Utet, Torino, 1992, p. 407-409

[6]Arcana Mundi. Vol. 1, magia, miracoli, demonologia, a cura di George Luck, Mondadori/Fondazione Lorenzo Valla, Milano, 1997, p. 155-161

[7]Roberta Astori, Formule Magiche. Invocazioni, giuramenti, litanie, legature, gesti rituali, filtri, incantesimi, lapidari dall’Antichità al Medioevo, Mimesis, Milano 2000, p. 63

[8]Roberta Astori, Formule Magiche, Mimesis, Milano 2000, p. 66

[9]Roberta Astori, Formule Magiche, Mimesis, Milano 2000, p. 68

[10]Kalevala, il grande poema epico finlandese, a cura di Marcello Ganassini, Edizioni Mediterranee, Roma, 2010, p. 147

[11]Processo alla strega Matteuccia di Francesco, 20 marzo 1428, a cura di Domenico Mammoli, Res Tudertinæ, Todi, 1983, p. 17

[12]Processo alla strega Matteuccia di Francesco, 20 marzo 1428, a cura di Domenico Mammoli, Res Tudertinæ, Todi, 1983, p. 31-32

[13]Alberto Porretti, Le ricette delle streghe, magia, alchimia, erboristeria in protocolli notarili del XVI secolo, Fefé Editore, Roma, 2012, p. 36

[14]Alberto Porretti, Le ricette delle streghe, Fefé Editore, Roma, 2012, p. 39

[15]Alberto Porretti, Le ricette delle streghe, Fefé Editore, Roma, 2012, p. 40

[16]Augusto Ferraiuolo, Pro exonerazione sua propria coscientia. Le accuse per stregoneria nella Capua del XVII-XVIII secolo, Franco Angeli, Milano, 2000, p. 135

[17]Charles G. Leland, Aradia, il Vangelo delle streghe, a cura di Lorenza Menegoni, Leo S. Olschki Editore, Firenze, 1999, p. 14-15

[18]Scott Cunningam, Wicca, Armenia, 1998, p. 217).

[19]Enciclopedia delle religioni. Vol. 2: Il rito. Oggetti, atti, cerimonie. Autori: AA.VV. Direzione: Mircea Eliade. Curatore: Dario M. Cosi, Luigi Saibene, Roberto Scagno. Editore: Jaca Book in coedizione con Marzorati Editore, Milano, 1994. Da un primo progetto di Tematizzazione di Ioan P. Couliano

[20]Enciclopedia delle religioni. Vol. 2: Il rito. Oggetti, atti, cerimonie. Autori: AA.VV. Direzione: Mircea Eliade. Curatore: Dario M. Cosi, Luigi Saibene, Roberto Scagno. Editore: Jaca Book in coedizione con Marzorati Editore, Milano, 1994. Da un primo progetto di Tematizzazione di Ioan P. Couliano

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