Quella volta che la donna…

Quella volta che la donna… Riscrisse la Genesi. Voglio portare l’attenzione su un testo dei primi secoli dell’era cristiana, l’Apocalisse di Adamo. Un testo pregno di dottrina gnostica, in larga parte improntato di tutti i cardini di questa filosofia: il Dio dell’Antico Testamento visto quale essere malvagio, il Cristo (ma non è sicuro) visto nella sua figurazione “lucifera” (l’Illuminatore) ma soprattutto il ruolo centrale della donna che, di fatto, inizia Adamo alla Conoscenza: “Lei mi insegnò una parola di conoscenza (γνώσεις) del Dio eterno.
Assomigliavamo ai grandi angeli eterni. Eravamo, infatti, più grandi del dio che ci aveva creato e delle forze che erano con lui, e che noi non conoscevamo“. La traduzione è quella di Luigi Moraldi per Adelphi pubblicata nel 1987 in Apocalissi Gnostiche.

Sarà utile dare anche una piccola sinossi dell’intera opera, prima di presentarne il testo, basata sulla voce Apocalisse di Adamo di wikipedia.
L’Apocalisse di Adamo
è un apocrifo dell’Antico Testamento scritto in copto e risalente al I-II secolo d.C. L’opera fa parte della celebre biblioteca gnostica di Nag Hammadi. Il testo è di matrice giudeo-gnostica o cristiano-gnostica e si segnala per la sua radicale riscrittura in chiave gnostica dei principali episodi del Genesi, dei Vangeli e del Giudizio Universale, che vengono rivisitati alla luce del conflitto tra il falso dio della materia, identificato con la divinità dell’Antico Testamento, e il vero Dio del mondo spirituale, identificato con il Padre divino del Messia.
Giunto all’età di 700 anni e ormai prossimo alla morte, Adamo narra al figlio Seth come raggiunse grazie ad Eva la piena conoscenza del vero Dio prima della caduta, causata dalla collerica reazione del falso dio della materia Sacklah. In seguito Adamo profetizza al figlio i tempi futuri, narrandogli di una visione avuta nell’Eden da tre entità di origine divina: in chiave gnostica vengono presentate le vicende del Diluvio Universale, di Sodoma e Gomorra, della venuta del Messia (l’Illuminatore; non si è del tutto concordi che sia identificabile col Cristo) e della fine dei tempi, quando le forze del vero Dio sconfiggeranno Sacklah e i suoi malvagi servitori. In conclusione del racconto di Adamo è inserito un componimento poetico definito “Inno dei Tredici Regni”. In questa sezione vengono presentati sinteticamente tredici miti “apocrifi” relativi alla nascita dell’Illuminatore che vengono poi contrapposti a un quattordicesimo mito (di matrice gnostica e basato su fonti greche, romane, persiane, egizie e giudaiche) che, secondo le intenzioni del compilatore è l’unico corretto.

APOCALISSE DI ADAMO

L’Apocalisse (αποκάλυψη) che Adamo insegnò a suo figlio Seth nell’anno settecentesimo.
Egli disse: Ascolta le mie parole, figlio mio Seth!

[ALLE ORIGINI]
Allorché dio mi creò dalla terra, con tua madre Eva, passeggiavo con lei nella Gloria che lei aveva visto nell’eone dal quale siamo venuti.
Lei mi insegnò una parola di conoscenza (γνώσεις) del Dio eterno.
Assomigliavamo ai grandi angeli eterni. Eravamo, infatti, più grandi del dio che ci aveva creato e delle forze che erano con lui, e che noi non conoscevamo.
Allora, adirato, il dio arconte (άρχων) degli eoni e delle forze, ci divise: noi diventammo due eoni, e così la Gloria che era nel nostro cuore, abbandonò me e tua madre Eva; e con essa (la Gloria) la prima conoscenza (γνώσεις) che soffiava dentro di noi.
Essa ci abbandonò ed entrò in un altro grande eone e in un’altra grande generazione che non era
sorta da quell’eone dal quale siamo venuti noi, io ed Eva, tua madre.
Ed essa (la conoscenza) entrò nel seme (σπέρα) dei grandi eoni. Per questo motivo io stesso ti ho chiamato col nome di quell’uomo che è il seme (σπέρα) della grande generazione (γενεά) che da lei deriva.
Da quel giorno, la conoscenza (γνώσεις) eterna del Dio della verità si allontanò da me e da tua madre Eva.
Da quel tempo fummo ammaestrati sulle opere morte, come uomini.
Allora abbiamo conosciuto il dio che ci aveva creato — poiché non eravamo estranei alle sue forze — e lo abbiamo servito in timore e schiavitù.
Dopo queste vicende il nostro cuore si ottenebrò.
Ora nel pensiero del mio cuore addormentato, io vidi davanti a me tre uomini, ma non potei riconoscerne l’aspetto.
Essi, infatti, non appartenevano alle forze del dio che mi aveva creato, nella loro Gloria erano più grandi di queste forze.
Questi uomini parlarono; mi dissero: «Adamo, svegliati dal sonno di morte. Ascoltaci a proposito dell’enne e del seme (σπέρα) di quell’uomo sul quale andò la vita sfuggita da te e dalla tua compagna (σύζυγος), Eva».
Udite queste parole da quei grandi uomini che mi stavano di fronte, noi — io ed Eva — sospirammo nel nostro cuore.
Ma il signore, il dio che ci aveva creato, si pose davanti a noi. Ci disse: «Adamo, perché in cuor vostro sospirate? Non sapete ch’io sono il dio che vi ha creato? Ho soffiato in voi uno spirito (πνεύμα) di vita affinché siate anima (ψυχή) vivente».
Sui nostri occhi venne allora la caligine.
Il dio che ci aveva creato creò da sé un figlio e da Eva, tua madre. A motivo di questo concepimento […]
[Mancano due righe]
Poi fui contaminato nel pensiero e, nella mia follia, provai un dolce desiderio (επιθυμία) di tua madre.
Allora il vigore (ἀκμή) della nostra eterna conoscenza ci abbandonò, e subentrò in in noi la debolezza.
Perciò i giorni della nostra vita divennero brevi.
Riconobbi così di essere caduto in potere (εξουσία) della morte.
E ora, figlio mio Seth, ti rivelerò ciò che mi hanno rivelato quegli uomini che vidi prima davanti a me.

[DILUVIO E DIVISIONE DEGLI UOMINI]
Quando avranno fine i tempi di questa generazione (γενεά), quando saranno giunti al termine gli anni di questa generazione (γενεά), allora Noè, servo di dio…
[Mancano due righe]
Poiché verranno rovesci di pioggia dal dio onnipotente (παντοδύναμος) allo scopo di distruggere tutta la carne — dal dio onnipotente (παντοδύναμος) allo scopo di distruggere dalla terra tutta la carne — per mezzo di ciò che la circonda, e le persone del seme (σπέρα) di quegli uomini ai quali è passata la vita della conoscenza (γνώσεις), proveniente da me e da Eva tua madre. Perché erano estranei a lui.
Dopo questi eventi, su alte nubi, verranno grandi angeli: questi introdurranno quegli uomini nel luogo in cui dimora lo Spirito (πνεύμα) della vita … [Mancano quattro righe]
[…] capirono la grande Gloria di quel riposo.
Allora essi (i rovesci d’acqua) verranno dal cielo in terra, e l’intera moltitudine della carne scomparirà nell’acqua.
Allora dio placherà la sua collera, e getterà sull’acqua la sua forza.
Egli, per mezzo dell’arca (κιβωτός), darà forza (a Mosè) ai suoi figli, alle loro donne, e agli animali nei quali si era compiaciuto, e agli uccelli del cielo, che egli aveva chiamato e posto sulla terra.
A Noè, che le generazioni future chiameranno Deucalione, dio dirà: «Vedi, ti ho custodito nell’arca (κιβωτός), e con tua moglie, i tuoi figli, le loro donne, gli animali e gli uccelli del cielo, che tu hai chiamato e posto sulla terra … ».
[Mancano quattro righe]
«Perciò a te e ai tuoi figli darò la terra. Su di essa dominerete sovranamente sia tu che i tuoi figli.
Da te non uscirà alcun seme (σπέρα) di quegli uomini che non stia davanti a me, in un’altra gloria ».

[LA GENERAZIONE DI SETH]
Allora essi saranno come le nubi della grande luce. Verranno quegli uomini che erano stati distinti per mezzo della conoscenza (γνώσεις) dei grandi eoni e degli angeli. Si presenteranno a Noè e agli eoni.
Ma dio dirà a Noè: «Per qual motivo ti sei distolto da quello che ti ho detto, e ti sei creato un’altra generazione (γενεά) oltraggiando la mia forza?».
Allora Noè risponderà: «Davanti alla tua potenza attesto che la generazione (γενεά) di questi uomini non è sorta da me, né dai miei figli, ma da […] ».
[Mancano quattro righe]
[..] della conoscenza (γνώσεις).
Egli libererà quegli uomini, li introdurrà nella loro terra, una (terra) degna di loro. Costruirà per loro una dimora santa; e da quel nome essi saranno chiamati; abiteranno là per seicento anni con una conoscenza immortale (αθάνατος).
Con loro dimoreranno angeli della grande luce. Nel loro cuore non vi sarà nulla di indegno, bensì unicamente la conoscenza (γνώσεις ) di Dio (dimorerà in essi).

[NOÈ E LA SUA GENERAZIONE]
Allora Noè dividerà tutta la terra tra i suoi figli: Cam, Jafeth, e Sem.
Dirà loro: «Ascoltate, figli miei, le mie parole! Ecco, ho diviso tra voi la terra. Ma ora servitelo (il creatore) con timore e schiavitù, per tutti i giorni della vostra vita. Il vostro seme (σπέρμα) non venga meno al cospetto di dio onnipotente (παντοδύναμος) […] ».
[Mancano tre righe]
Allora Sem, figlio di Noè, dirà: «Il mio seme (σπέρμα) sarà gradito a te e alla tua forza. Con la tua mano forte sigillalo (σφραγίζειν), col timore divino e con un comandamento; cosicché tutto il seme (σπέρμα) che è uscito da me non si distolga da te e dal dio onnipotente (παντοδύναμος), bensì lo serva in umiltà e timore con la sua conoscenza».
Allora verranno altri dal seme (σπέρμα) di Cam e Jafeth. Verranno quattrocentomila uomini, entreranno in un’altra terra e dimoreranno presso quegli uomini che sono sorti dalla grande ed eterna conoscenza (γνώσεις), poiché l’ombra della loro forza proteggerà da ogni opera cattiva e da ogni brama (έπιϑυμία) immonda quanti hanno dimorato con loro.
Allora il seme (σπέρμα) di Cam e Jafeth formerà dodici regni; e il loro seme (σπέρμα) entrerà nel regno di un altro popolo.
Allora gli arconti e gli eoni decideranno contro quanti hanno abbandonato la morta conoscenza per i grandi eoni dell’immortalità (αθανασία).
E andranno dal loro dio Saclà.
Entreranno dalle forze per accusare (κατηγορήσειυ) gli uomini grandi che sono nella loro Gloria.
Diranno a Saclà: «Che cos’è mai la forza di questi uomini, che si soro posti davatiti a te, che sono stati presi tra il seme (σπέρμα) di Cam e Jafeth, che raggiungeranno il numero di quattrocentomila? Furono introdotti in un altro eone, (diverso da) quello dal quale sono sorti, ed essi travolsero tutta la Gloria della tua forza e il dominio della tua mano. Infatti, attraverso suo figlio, il seme (σπέρμα) di Noè ha eseguito interamente la tua volontà, e (così hanno fatto) tutte le forze che sono negli eoni sui quali sovrasta il tuo potere; mentre quegli uomini e quanti risiedono nella loro Gloria, non hanno eseguito la tua volontà. Anzi, hanno distolto tutta la tua moltitudine».

[FUOCO E BITUME]
Allora il dio degli eoni darà loro (alcuni) di quelli che lo servono […]
[Manca una riga]
[…] essi andranno in quella terra nella quale si troveranno gli uomini grandi, che non si sono macchiati e non si macchieranno di brama (έπιϑυμία) alcuna; poiché la loro anima (ψυχή) non è venuta da una mano macchiata, ma è venuta da un grande comando di un angelo eterno.
Allora su quegli uomini sarà gettato fuoco, zolfo e bitume; fuoco e caligine scenderà su quegli uomini e gli occhi delle forze degli illuminatori (φωστήρ) saranno accecati, sicché in quei giorni gli eoni non potranno vedere per mezzo di essi.
Scenderanno grandi nubi luminose, e su di esse scenderanno altre nubi luminose provenienti dai grandi eoni.
Scenderanno Abrasax, Sablo e Gamaliel, e libereranno quegli uomini dal fuoco e dalla collera; li porteranno al disopra degli eoni e degli arconti delle forze; li libereranno, daranno loro l’eterna Gloria della vita e li introdurranno nella forza degli eoni
L’eone indistruttibile è la dimora di quei grandi illuminatori degli angeli santi e degli eoni.
Gli uomini diventeranno, simili agli angeli, poiché non sono estranei a loro, bensì sono operanti con il seme (σπέρμα) indistruttibile.

[ULTIMI SCONTRI TRA LE DUE GENERAZIONI]
Per la terza volta passerà nuovamente, con grande gloria, l’illuminatore (φωστήρ) della conoscenza (γνώσεις) per lasciare dopo di sé una testimonianza del seme (σπέρμα ) di Noè e dei figli Cam e Jafeth, per lasciare dopo di sé alberi fruttiferi.
Egli salverà le loro anime (ψυχές) dal giorno della morte, difatti ogni creatura (πλάσμα) venuta sulla terra morta, passa sotto il potere (εξουσίας) della morte.
Ma tutti coloro che nel loro cuore riflettono sulla conoscenza (γνώσεις) del Dio eterno non periranno. Poiché non ricevettero lo Spirito (πνεύμα) da questa sovrana autorità, ma l’hanno ricevuto da un sapiente angelo eterno.
Verrà poi il grande illuminatore (φωστήρ) della conoscenza sulla creatura morta che sarà distrutta per opera della discendenza di Seth: egli compirà prodigi e segni a confusione delle loro forze
e dei loro arconti.
Allora, costernato, il dio delle forze dirà: «Qual è mai la forza di quest’uomo che è superiore a noi?».
Susciterà, allora, una grande collera contro quell’uomo; e la Gloria si ritrarrà disponendosi nelle case sante da lui scelte per essa. Ma le forze non la vedranno con i loro occhi, né vedranno l’illuminatore (φωστήρ).
Allora esse tormenteranno (κογάζειυ) la carne del. l’uomo sul quale è venuto lo Spirito (πνεύμα) Santo.

[DISCESA DELL’ILLUMINATORE]
Allora gli angeli e tutte le generazioni (γενιές) delle forze tratteranno questo nome come un’illusione (ψευδαίσθηση), domandandosi: «Donde è venuta? Donde sono venute queste parole illusorie che tutte le forze non hanno potuto scoprire?».

Il primo regno dice di lui:
Egli è sorto qual signore di un regno santo ed eccelso, uno spirito l’ha trasportato in cielo; egli fu nutrito nei cieli; egli ricevette la Gloria e la forza in quel luogo. Venne nel grembo di sua madre;
e in questo modo venne sull’acqua.

Il secondo regno dice di lui:
Egli è sorto da un grande profeta (προφήτης).
Venne un uccello e prese il bambino che era nato, e lo portò su di un alto monte.
Fu nutrito dall’uccello dei cielo.
Quivi apparve un angelo e gli disse:
« Alzati! Dio ti ha glorificato ».
Ricevette Gloria e forza.
E in questo modo venne sull’acqua.

Il terzo regno dice di lui:
Egli è sorto da un grembo (μήτρα) verginale (παρθενικός) egli fu scacciato dalla sua città (πόλη), egli e sua madre;
fu condotto in un luogo deserto (ερημιά), qui fu nutrito.
Venne.
Ricevette Gloria e forza. E in questo modo venne sull’acqua.

Il quarto regno dice di lui:
Egli è sorto da una vergine (παρθένα); lo partorì segretamente;
Salomone la cercò, e con lui Farsalis, Sauel, e gli eserciti (στρατοί) da essi inviati;
Salomone mandò anche un esercito (στρατοί) di demoni (δαίμονες) per cercare la vergine (παρθένα).
Essi però non trovarono colei a cui davano la caccia.
Ma la vergine (παρθένα) che fu loro consegnata era quella che essi portarono.
Salomone la prese,
e la vergine (παρθένα) divenne incinta.
In quel luogo lei generò il bambino,
e lo nutrì ai margini del deserto (ερημιά). Mentre era nutrito ricevette Gloria e forza
dal seme (σπέρμα) per opera del quale era stato generato.
E in questo modo venne sull’acqua.

Il quinto regno dice di lui:
Egli sorse da una goccia di cielo,
e fu lanciata nel mare (θάλασσα); l’abisso la accolse e generò lui
e lo portò in cielo.
Ricevette Gloria e forza.
E in questo modo venne sull’acqua.

Il sesto regno dice di lui:
Un regno acconsentì a venire giù.
in questo eone, in basso,
per raccogliere fiori (per lei).
Lei concepì
dal desiderio (επιθυμία) per i fiori,
e lo generò in quel luogo.
Gli angeli del giardino fiorito (ανθόκηπος) lo nutrirono.
Ricevette Gloria e forza in quel luogo.
E in questo modo venne sull’acqua.

Il settimo regno dice di lui:
Egli è una goccia
discesa dal cielo in terra.
Draghi (δράκους) la portarono in caverne, ed essa divenne un bambino.
Uno spirito (πνεύμα ) venne su di lui,
lo condusse in alto,
al luogo donde la goccia era sorta.
Ricevette Gloria e forza in quel luogo.
E in questo modo venne sull’acqua.

L’ottavo regno dice di lui:
Una nube venne sulla terra
e avvolse una rupe (γκρεμός);
egli sorse da essa.
Lo nutrirono gli angeli che erano sopra la nube. In quel luogo ricevette Gloria e forza.
E in questo modo venne sull’acqua.

Il nono regno dice di lui:
Dalle nove Pieridi (Πιερίδες) se ne staccò una
e venne su di un’alta montagna;
passò qualche tempo là seduta,
desiderando se stessa (εαυτό)
allo scopo di diventare androgina.
Il suo desiderio (επιθυμία) ebbe compimento,
e rimase incinta dal suo desiderio (επιθυμία).
Egli nacque. Lo nutrirono gli angeli,
che erano al disopra del suo desiderio (επιθυμία).
In quel luogo ricevette Gloria e forza.
E in questo modo venne sull’acqua.

E il decimo regno dice di lui:
Il suo Dio amò una nube
di desiderio (επιθυμία). Lo generò sulla sua mano
e gettò sulla nube
vicino a lui (un po’) della goccia,
ed egli nacque.
In quel luogo ricevette Gloria e forza.
E in questo modo venne sull’acqua.

L’undicesimo regno dice di lui:
Il Padre bramò (έπιϑυμία) la propria figlia. Lei divenne incinta
da suo Padre.
Lei posò il bambino in una caverna,
fuori nel deserto (ερημιά).
In quel luogo l’angelo lo nutri.
E in questo modo venne sull’acqua.

Il dodicesimo regno dice di lui:
Egli venne da due illuminatori (φωστήρ). Là egli fu nutrito.
Egli ricevette Gloria e forza.
E in questo modo venne sull’acqua.

Il tredicesimo regno dice di lui: Ogni parto del loro arconte (άρχων) è una parola (λέξη).
E in quel luogo questa parola (λέξη) ricevette un comando.
Egli ricevette Gloria e forza.
E in questo modo venne sull’acqua,
affinché il desiderio (επιθυμία) di queste forze fosse soddisfatto.
E la generazione (γενεά) senza re dice:
Dio l’ha scelto tra tutti gli eoni.
Dispose che la conoscenza (γνώσεις) dell’Immacolato della verità fosse in lui. Egli disse:
Da un aere (άἡρ) estraneo, dai grandi eoni,
venne il grande illuminatore (φωστήρ).
Egli diede inizio alla generazione (γενεά) degli uomini da lui scelti a splendere per se stesso,
affinché possano splendere sopra tutto l’eone.

[LOTTA – CONOSCENZA – BATTESIMO]
Allora il seme (σπέρμα) combatterà contro la forza di coloro che sull’acqua prenderanno il suo nome e […] con tutti loro.
E una nube oscura verrà su di loro; e i popoli (λαών) grideranno ad alta voce dicendo:
Felice l’anima (ψυχή) di coloro che hanno conosciuto Dio con una conoscenza (γνώσεις) di verità.
Costoro vivranno per tutta l’eternità,
poiché non furono corrotti dai loro desideri (επιθυμία),
né da quelli degli angeli,
né hanno conosciuto le opere delle forze,
ma si presenteranno davanti a lui con una conoscenza (γνώσεις) di Dio, che è come luce scaturita dal fuoco e dal sangue.
Noi, invece, abbiamo compiuto tutte le opere delle forze nell’incomprensione.
Noi ci siamo vantati nella trasgressione (παράβαση) di tutte le nostre opere.
Noi abbiamo gridato contro il Dio della verità,
ma ora tutte le sue opere hanno prevalso, perché
egli è eterno.
Queste (opere) sono contrarie ai nostri spiriti (πνεύμα);
noi ora, infatti, comprendiamo che le nostre anime (ψυχή) di morte, morranno.
Allora venne su di loro una voce che disse:
Micheu, Mickar e Mnesinus, che siete preposti al santo battesimo e all’acqua della vita, perché mai avete gridato contro il Dio vivo con voci empie (ασεβής ) e lingue sulle quali non v’è alcuna legge (νόμος), e con anime (ψυχή) piene di sangue e di azioni turpi? Voi (non) siete pieni di opere attinenti alla verità, e ciononostante le vostre vie sono piene di esultanza e di giubilo.
Avete contaminato l’acqua della vita e l’avete assoggettata al volere delle forze, che vi hanno assoggettato al loro potere affinché voi siate al loro servizio.
Il vostro pensiero non assomiglia a quello degli uomini che voi perseguitate, perché essi non assecondano le vostre brame: il loro frutto non avvizzirà, essi anzi saranno conosciuti a lungo come i grandi eoni.
Perché le parole del Dio degli eoni, che essi hanno custodito, non vennero raccolte nel libro, e non vi furono scritte.

[PAROLE SULLA MONTAGNA]
Saranno, invece, portate da esseri angelici e tutte le generazioni (γενεά) umane non le conosceranno; perché esse saranno su di un’alta montagna, su di una rocca (φρούριο) di verità.
Perciò saranno dette «le parole dell’immortalità (αθανασία) e della verità» per coloro che conoscono il Dio eterno con sapienza (σοφία) di conoscenza (γνώσεις) e con insegnamento proveniente dagli angeli in eterno: poiché Egli conosce ogni cosa.

Queste sono le rivelazioni (αποκαλύψεις) che Adamo rivelò a suo figlio Seth, e sulle quali Seth ha istruito il suo seme (σπέρμα).
Questa è la conoscenza (γνώσεις) segreta (μυστικό) di Adamo, quella che diede a Seth, cioè il santo battesimo di coloro che conoscono la conoscenza (γνώσεις) eterna per opera di colcro che sono nati dalla parola (λέξη) e degli immortali illuminatoti (φωστήρ) venuti dal seme (σπέρμα) santo: Jesseus, Mazareus,
Jessedekeus: l’Acqua Viva.

Apocalisse di Adamo

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